20 agosto 2014

Monaco di Baviera e il possibile ritorno a Microsoft: cosa sta accadendo?


Negli ultimi giorni sempre più blog stanno segnalando la notizia del possibile ritorno a Microsoft da parte del Comune di Monaco di Baviera riportando la notizia come il fallimento di Linux.

Niente di più sbagliato è stato mai detto. Perché? Vediamo di fare un po di chiarezza.

Nello scorso mese di Luglio il buon Stefano aveva segnalato nella rubrica Marco's Box I/O una dichiarazione del nuovo vicesindaco di Monaco di Baviera appena insediatosi dopo le elezioni. Josef Schmid, questo il suo nome, si lamentava della scelta open della precedente amministrazione. In particolare si lamentava della mancanza di alcune funzionalità di base, asserendo che i sistemi utilizzati sono incompatibili con i sistemi utilizzati al di fuori della pubblica amministrazione cittadina. Rincara poi la dose sottolineando che ci vogliono settimane per configurare il suo smartphone per l'uso con la posta elettronica della città (???).

Lo scorso 16 Agosto il sito internet Sueddeutsche.de è tornato sull'argomento riportando altre dichiarazioni del vice sindaco che ritorna a criticare lo scambio dei dati che non permetteva a molti cittadini e quasi tutte le autorità al di fuori di Monaco di aprire correttamente i file creati con software open source sulle loro suite da ufficio Microsoft (cosa per altro non vera perché Microsoft Office apre correttamente i file ODF già dal Service Pack 2 di Office 2007, funzionalità poi mantenuta nelle versioni successive della loro suite proprietaria). Il sito riporta poi in un virgolettato una frase di Schmid: 
"Wenn die ganze Welt mit einem Standardprogramm arbeitet, dann ist es wichtig, dass wir auf dem gleichen System sind", sagt Schmid. Auch das Argument, Linux sei billiger als Microsoft, überzeugt Schmid nicht: "Wir haben den Eindruck, dass Linux sehr kostenintensiv ist, weil sehr viel selbst programmiert werden muss."
che, se il mio Google Translate non è arrugginito, si traduce come: 
"Quando il mondo intero sta lavorando con un programma standard, allora è importante che siamo sullo stesso sistema," spiega Schmid. Sul fatto che Linux è più conveniente che Microsoft, Schmid non ne è convinto: "Abbiamo l'impressione che Linux è molto costoso, poiché molto lo si deve programmare da sé."
Per questo motivo, secondo Schmid, è cosa buona e giusta fare marcia indietro e tornare a sistemi proprietari Microsoft.
In pratica sta giustificando il tutto asserendo che siccome il mondo usa Microsoft e i suoi formati, allora è giusto che anche loro devono usarlo. Aggiunge poi che il sistema è più costoso in quanto l'amministrazione ha dovuto assumere programmatori per costruire e mantenere le funzionalità di cui avevano bisogno.

Questa affermazione è però errata in quanto ci sono sempre più amministrazioni e nazioni che stanno migrando verso i formati aperti come standard per tutti i loro documenti. Volete un caso concreto? Prendete la Gran Bretagna che, lo scorso Luglio, ha emanato una nuova normativa che indica quali sono i file da utilizzare in tutti gli organi di Governo scegliendo il formato aperto ODF per i propri documenti office. Ma possiamo citare anche il caso dell'Uruguay.
Entrambi i suddetti governi sottolineano come l'adozione di soluzioni libero e il conseguente distacco dal monopolista fornisca una ricaduta occupazionale sul territorio aiutando le imprese locali. Oltre a ciò l'adozione di standard aperti ridurranno i costi, creeranno condizioni di parità fra i fornitori di tutte le dimensioni e renderanno più facile lavorare con il Governo.
Oltretutto è la stessa Unione Europea che suggerisce alle Pubbliche Amministrazioni l'adozione di standard aperti che stimano un risparmio 1,1 miliardi di euro l'anno nel settore pubblico grazie all'adozione degli standard aperti.

Fortunatamente il mondo non la pensa tutto allo stesso modo, così come la giunta comunale di Monaco di Baviera. LinuxMagazine.de riporta le dichiarazioni di Florian Roth, Presidente del Gruppo dei Verdi nel consiglio comunale, che sottolinea il risparmio di 11 milioni di Euro e la (quasi) indipendenza dal monopolista. Sempre secondo Florian Roth, un ritorno alla Microsoft sarebbe assurdo Dove ci sono problemi questi devono essere risolti e in alcune aree dove non si può fare altrimenti si può fare una eccezione alla strategia open source intrapresa.

L'unica cosa certa di questa vicenda è che no, il Comune di Monaco di Baviera non è (ancora) tornato fra le amorevoli pinze braccia di Microsoft, così come Linux non è un fallimento.
Oltretutto la stessa notizia è stata smentita da Stefan Hauf, portavoce del consiglio comunale.

Ecco alcuni link di approfondimento sull'argomento:

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