18 gennaio 2018

Ubuntu 18.04 LTS userà Nautilus 3.26 (per colpa delle icone sul desktop)

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Ubuntu 18.04 LTS, la prossima release LTS di Canonical il cui rilascio è programmato per il mese di Aprile 2018, utilizzerà una vecchia versione del file manager Nautilus perché la nuova versione non supporta le icone sul desktop.

Si, avete letto bene. I developers di GNOME hanno infatti rimosso da GNOME 3.28 alcune funzioni, fra queste la possibilità di gestire le icone sul desktop, funzione che era demandata a Nautilus.

Vista la natura LTS il team di Ubuntu si è dunque trovato nella posizione di decidere se mantenere o meno questa funzionalità anche sulla prossima release. Le opzioni erano tre:

  • Utilizzare Nautilus 3.26 che include ancora il supporto alle icone sul desktop
  • Utilizzare Nautilus 3.28 e Nemo (il file manager di Cinnamon) a cui affidare il supporto alle icone sul desktop
  • Utilizzare Nautilus 3.28 e utilizzare una estensione per gestire le icone sul desktop (con tutti i bug del caso da gestire)

Dopo una riunione virtuale con i developer si è deciso di andare verso la soluzione più semplice ovvero quella di utilizzare Nautilus 3.26.

Ricapitolando quindi, su Ubuntu 18.04 LTS troveremo GNOME 3.28 con Nautilus 3.26.

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17 gennaio 2018

Google abbandona Ubuntu: la nuova distribuzione interna è ora basata su Debian Testing

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Google ha utilizzato per più di cinque anni Goobuntu, una distro Linux basata su Ubuntu LTS e modificata da Google per meglio adattarsi alle proprie esigenze di sviluppo. Questo fino ad ora.

Google ha infatti deciso di sostituire Goobuntu in favore di gLinux, una nuova derivata basata su Debian Testing.

La notizia non è nuova in quanto era già stata annunciata durante la Debconf17 che si è tenuta lo scorso Agosto ma solo ora la notizia è stata pubblicizzata online dai siti dedicati al mondo GNU/Linux.

Il passaggio da Ubuntu 14.04 LTS a Debian Testing verrà gestito internamente da Google grazie ad un tool realizzato da Google per migrare i sistemi esistenti senza intoppi.

gLinux non è scaricabile liberamente in quanto è un progetto interno a Google quindi non è possibile per noi testare la distro. C'è però da dire che Google prevede di contribuire allo sviluppo di Debian inviando le modifiche al team di Debian quindi tutti trarremo vantaggio dal lavoro di Google.

Se volete dare uno sguardo a gLinux potete farlo guardando questo video della Debconf17. La parte inerente lo sviluppo di gLinux si trova attorno al minuto 12.




Via MuyLinux
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14 gennaio 2018

Lavorare con Linux: Giovanni Longo e la progettazione industriale con strumenti Open Source

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Lavorare con Linux e strumenti Open Source si può anche in ambiti di nicchia. Quest'oggi raccontiamo la storia di Giovanni Longo che si occupa di progettazione, consulenza e formazione in ambito professionale e industriale.


Il lavoro di consulenza e formazione

Mi chiamo Giovanni Longo, abito in Friuli e mi occupo di progettazione, consulenza e formazione, prevalentemente in ambito professionale e industriale. Da più di due anni lavoro esclusivamente con sistemi Linux (desktop, laptop e mobile) e quasi completamente con software Open Source.

Mentre il desktop Linux si può dire maturo per gran parte delle esigenze professionali già da parecchi anni (io lo utilizzo con soddisfazione dal 2003), i software Open Source per la progettazione (C.A.D.) solo di recente sono diventati seriamente impiegabili in ambito produttivo, ma devo ammettere che il vero salto di qualità, quello che mi ha permesso di affidarmi completamente a Linux senza rimpianti o ripensamenti, è arrivato solo grazie a DraftSight della Dassault Systèmes, che è gratuito e multi-piattaforma, ma ahimè non Open Source. E questo non perché non sia possibile realizzare un efficace workflow con strumenti eccellenti come LibreCAD e FreeCAD, ma perché è davvero improponibile offrire servizi di ingegneria, o comunque confrontarsi con terzi, senza (almeno) un supporto nativo al formato DWG, che è lo standard di fatto nella progettazione bidimensionale (il tridimensionale è meno vincolante, non essendosi mai affermato un formato dominante).

Una sessione di lavoro tipica di Giovanni

Detto questo, a mio avviso il contesto ideale, quello in cui gli strumenti Open Source danno davvero il meglio di loro, è quello multidisciplinare: quando ad esempio devi confrontarti con designer, prototipazione elettronica, stampa 3D, uffici brevetti, produttori finali, ecc. e c'è chi usa Mac, Linux, Windows, e tu devi garantire a tutti la migliore fruizione possibile dei progetti e della documentazione tecnica. In questi casi la propensione allo standard e all'approccio user-friendly, il supporto ai diversi sistemi operativi e l'ampia disponibilità di documentazione online (chiara, aggiornata e spesso tradotta in più lingue), propri dei prodotti Open Source, fanno davvero la differenza rispetto a tutta la catena del valore. Più la tua attività prevede scambio e collaborazione, più l'opportunità di una svolta verso strumenti Open si fa forte e impellente.

Dopo l'enorme e indubbio vantaggio economico di questa scelta, ciò che davvero mi appassiona è il cambio radicale di paradigma: dal subire lo strumento (e le strategie spesso aggressive e spregiudicate dei vendor), al diventare parte di una comunità di stakeholder e poter davvero incidere sulla direzione e sulla portata dei progetti, una dinamica che è sotto gli occhi di tutti e che garantisce tempi di reazione davvero fulminei (impensabili per le aziende produttrici di prodotti proprietari) rispetto ai continui mutamenti del mercato. Nel prossimo futuro nessuna azienda (le grandi ci sono già arrivate, le piccole ci arriveranno) potrà permettersi il lusso di ignorare le dinamiche del modello collaborativo Open Source e di non farsi, virtuosamente, contaminare.
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13 gennaio 2018

Canonical rilascia le nuove ISO di Ubuntu 17.10 e varianti ufficiali che risolvono il problema del BIOS

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Lo scorso 20 dicembre 2017 vi avevo parlato del ritiro da parte di Canonical delle ISO di Ubuntu 17.10 (e delle sue varianti ufficiali) a causa di un grave bug del driver Intel SPI nel Kernel che corrompeva il BIOS di alcuni portatili.
Il problema è ora stata finalmente risolto e il team di Canonical ha rilasciato le nuove ISO con il Kernel aggiornato alla versione 4.13.0-21 compilate con il supporto Intel SPI disabilitato.
Gli utenti intenzionati ad una nuova installazione di Ubuntu "Artful Aardvark" possono farlo scaricando le ISO aggiornate ai seguenti indirizzi:


PS: a quanto pare le nuove ISO non contengono al loro interno le patch del kernel e del microcode-intel rilasciate gli scorsi giorni per mitigare il problema con Meltdown e Spectre quindi, una volta installato il nuovo sistema, provvedete ad installare gli aggiornamenti di sistema proposti.
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11 gennaio 2018

Barcellona sceglie l'open source

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La città di Barcellona ha deciso di ridurre la presenza di software proprietario nella propria infrastruttura informatica preferendo il software open source.

Il piano, stando a quanto riportato dal quotidiano El Pais, prevede la graduale dismissione del software Microsoft in favore di alternative open souce: Microsoft Exchange Server sarà sostituito da Open-Xchange, Internet Explorer sarà sostituito da Firefox e la suite da ufficio Microsoft verrà sostituita con una alternativa come OpenOffice.
L'obiettivo è di lasciare solo Windows come sistema base e di migrare tutte le applicazioni desktop verso software libero.

L'obiettivo futuro sarà invece quello di sostituire Windows con sistemi operativi liberi come Ubuntu che è già in esecuzione su 1000 computer come test pilota.

Verranno inoltre assunti 65 sviluppatori per aiutare la migrazione e lo sviluppo di software specifici per soddisfare tutte le esigenze dell'amministrazione comunale.

Cosa ne pensate? 
Per maggiori informazioni vi rimando all'articolo originale sul sito di El Pais

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