26 luglio 2017

Rilasciato openSUSE Leap 42.3: ecco cosa c'è di nuovo

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Il team di openSUSE ha ufficializzato il rilascio di openSUSE Leap 42.3, il nuovo minor update di openSUSE 42 basato su SUSE Linux Enterprise 12.3 SP3.
Ma vediamo quali sono le principali caratteristiche di openSUSE Leap 42.3:

  • Linux Kernel 4.4
  • Migliorato il supporto TPM (Trusted Platform Module) 2.0
  • Supporto per unità a stato solido Open-Channel (SSD) tramite LightNVM
  • Aggiornamenti vari di driver e nuovo hardware supportato
  • Supporto PHP 7 (nello specifico PHP 7.0.7) oltre a quello per PHP 5 
  • Mesa 17
  • systemd 228
  • TeX Live 2016
  • Firefox 52 ESR
  • ThunderBird 52
  • Kopano Core e Kopano WebApp (maggiori informazioni su Kopano a questo indirizzo)
  • Enlightenment 0.21.8
  • GNOME 3.20
  • KDE Plasma 5.8 (nello specifico KDE Plasma 5.8.7) con KDE Applications 17.04.2 e KDE Frameworks 5.32.0
  • LXQt 0.11 
  • Miglioramenti in AutoYaST con in più l'aggiunta dell'integrazione con SaltStack
  • Snapper 0.5.0 che ora è stato migliorato per funzionare con un file system root btrfs di sola lettura
  • Miglioramenti in YaST che ne migliorano l'usabilità e lo arricchiscono di nuovi strumenti e moduli. 
  • AppArmor 2.10.2
  • CMake 3.5.2
  • Qt 5.6.2 e Qt Creator 4.3.0
  • GCC7 è disponibile come compilatore opzionale. Lo stesso vale per GCC 5 e GCC 6. Il compilatore predefinito è GCC 4.8.5.
  • Ruby 2.4 è disponibile come scelta opzionale in aggiunta a Ruby 2.1, 2.2 e 2.3
  • Postgresql 9.6 è l'impostazione predefinita, tuttavia postgresql 9.4 è ancora disponibile

Potete scaricare openSUSE 42.3 all'indirizzo https://www.opensuse.org/#Leap
Nelle note di rilascio trovate le istruzioni su come aggiornare da openSUSE Leap 42.2, informazioni sull'installazione e altre informazioni utili sui driver proprietari NVIDIA.
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25 luglio 2017

Gli utenti Linux prestano attenzione alle autorizzazioni su Android?

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Si sa, non starò certamente qua a ripetere quanto gli utilizzatori di Linux sono mediamente più interessati a ciò che riguarda la sicurezza del loro sistema operativo e dei pacchetti che installano sulla propria distribuzione.
C’è però una curiosità che, da questo lato del blog, nasce. Avete presente quel progetto che ha un pizzico di Linux all'interno, chiamato Android?

Le applicazioni sul Play Store infatti esplicitano le autorizzazioni di cui necessitano per poter funzionare, ma non finisce qui, ti spiego in maniera più dettagliata come funzionano le autorizzazioni su Android.
Abbastanza comodo non trovi?
Eppure capita spesso di vedere applicazioni che magari sfruttano solo la fotocamera avere anche la possibilità di accedere al telefono e ai contatti senza alcun motivo, oppure la lettura dell’id del dispositivo.

Da Marshmallow in poi abbiamo la possibilità di autorizzare solo determinate funzioni a scapito di altre (consapevoli però che certe funzioni dell’app non funzioneranno, se non l’intera applicazione stessa), per chi ha ancora un versione più vecchia di Android ( e parliamo di Lollipop) invece non c'è molta scelta: accettare e installare oppure no.

La vostra opinione

Ecco, la stessa attenzione che mettete nell’installare i pacchetti, magari evitando PPA esotici (abbiamo già parlato qualche settimana fa di Sicurezza e PPA ), la riponete anche nella scelta delle applicazioni del vostro smartphone?

Avete mai prestato attenzione a tutte le autorizzazioni richieste oppure siete abbastanza fiduciosi nel prossimo e saltate questa verifica? Cosa ne pensate della gestione dei permessi e della sicurezza in Android? Prestate la stessa attenzione che prestate alla vostra distribuzione?

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22 luglio 2017

Creare un bridge con Network-Manager

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Trattare le macchine virtuali in articoli della lunghezza di due pagine stampate è complicato. L'argomento è vasto e necessiterebbe di continui approfondimenti. Questo articolo non tratta specificatamente le macchine virtuali, in realtà, tratta le reti. Ma dopo aver configurato il bridge in questo modo sarà possibile “agganciargli” sia dispositivi virtuali, sia dispositivi reali a seconda delle proprie esigenze.
Come si è già detto, in primo luogo dobbiamo verificare che il nostro processore supporti la virtualizzazione, questo si può verificare cercando la voce “vmx” in /proc/cpuinfo per i processori Intel e “svm” in quelli basati su AMD.
Il modulo che deve essere caricato dal kernel si chiama “kvm”, c'è un secondo modulo che si chiama "kvm_intel" o "kvm_amd" a seconda del proprio processore. La maggioranza delle distribuzioni carica questi moduli all'avvio o automaticamente.
Per l'utilizzo di questo software è necessario avere i privilegi di root o un utente sudo, è possibile effettuare configurazioni con privilegi inferiori, ma questo va oltre lo scopo del nostro articolo.

Per l'installazione useremo una Fedora 25, in questo articolo installiamo solamente il software necessario, la configurazione delle macchine virtuali verrà trattata in altri articoli. Quindi:

dnf install qemu-kvm libvirt virt-install bridge-utils
systemctl start libvirtd
systemctl enable libvirtd

Adesso andiamo a creare il bridge, useremo nmcli l'interfaccia a linea di comando di network-manager:

# aggiungiamo il bridge
nmcli c add type bridge autoconnect yes con-name br0 ifname br0

significato delle opzioni (man nmcli e man nm-settings):
  • c, con, connection: network-manager salva le configurazioni di rete come “connection”. Le “connection” descrivono come creare o connettersi ad una rete.
  • add: crea una nuova connessione utilizzando le proprietà specificate.
  • type bridge: specifica il tipo di connessione
  • autoconnect yes: la connessione deve essere effettuata automaticamente appena la risorsa diventa disponibile.
  • con-name br0: nome della nuova connessione
  • if-name br0: il nome dell'interfaccia di rete

# impostiamo l'indirizzo IP
nmcli c mod br0 ip4 192.168.10.10/24 ipv4.method manual

significato delle opzioni:
  • mod, modify: aggiunge, modifica o rimuove proprietà nel profilo della connessione. La proprietà è specificata subito dopo, nel caso specifico, br0.
  • ip4, ipv4.addresses: array di indirizzi di rete.
  • method: l'indirizzo viene impostato manualmente.

# impostiamo il gateway
nmcli c mod br0 gw4 192.168.10.1

significato delle opzioni:
  • gw4, ipv4.gateway: gateway

# impostiamo il DNS:
nmcli c mod br0 ipv4.dns 192.168.10.1

significato delle opzioni:
  • ipv4.dns: dns

# cancelliamo le impostazioni attuali della scheda di rete (ho scelto eth0)
nmcli c del eth0

significato delle opzioni:
  • del, delete: cancella una connessione configurata

# aggiungiamo l'interfaccia come membro del bridge
nmcli c add type bridge-slave autoconnect yes con-name eth0 ifname eth0 master br0

significato delle opzioni:
  • bridge-slave: si aggancia al bridge
  • master: nome del dispositivo master

effettuate un reboot e verificate che il bridge sia operativo lanciando “ip addr”.

Network-Manager è un software complesso e di livello molto alto. Ha una montagna di opzioni e quando si comincia a comprenderlo diventa come un coltellino svizzero. Difficile farne a meno.
Con questo articolo spero di aver risposto alla domanda di jboss, se ho dimenticato qualcosa scrivetelo nei commenti diventerà uno spunto per il prossimo articolo.
Non pretendo di essere completo ed esaustivo, anzi, preferisco dimenticare qualcosa e lasciare che la mente di chi legge cominci a lavorare per cercare la soluzione.
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19 luglio 2017

Rilasciato Skype 5.4 for Linux Beta: Arrivano le video chiamate di gruppo

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Il team di Microsoft ha annunciato il rilascio della nuova Beta di Skype for Linux, la nuova versione del suo client di messaggistica e audio/video chiamate per sistemi operativi Linux.
La novità principale di Skype 5.4 for Linux Beta è l'arrivo del supporto (attualmente sperimentale) alle video chiamate di gruppo. Ma vediamo le principali novità:

  • Abilitato il supporto alle video chiamate di gruppo
  • Aggiornato a Electron 1.7.4 che migliora le prestazioni e la sicurezza
  • Correzione delle key dei repository per gli aggiornamenti di Skype
  • Correzioni di bug e miglioramenti

È possibile scaricare Skype per Linux 5.4 Beta all'indirizzo  www.skype.com/download
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18 luglio 2017

Jide Technology abbandona il mercato consumer per dedicarsi al settore business

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Molti di voi di sicuro si ricorderanno di Jide Technology e del suo Remix OS, il sistema operativo basato su Android da loro sviluppato in grado di portare l'esperienza desktop sui mini PC Android o sui normali PC di casa.
Il progetto, da molti ritenuto interessante e promettente, viene ora interrotto per volontà di Jide stessa che ha deciso di abbandonare completamente il settore consumer (e quindi Remix OS e tutti i device da loro prodotti) per spostare le attività del gruppo nel settore business.

Jide motiva questa scelta asserendo che nel corso degli anni hanno ricevuto un numero sempre maggiore di richieste da parte di aziende intenzionate a poter sfruttare al meglio l'hardware e il software da loro realizzati; per questo motivo hanno "fiutato" il business e hanno deciso di concentrare l'impegno aziendale sul settore business.
Per questo motivo, a partire da ora, lo sviluppo di tutti i prodotti esistenti come Remix OS per PC e i device presentati su Kickstarter (Remix IO e Remix IO+) verrà sospeso. Gli utenti che hanno aderito alla campagna su Kickstarter per il Remix IO e il Remix IO+ saranno rimborsati. Stessa sorte per chi ha effettuato gli ordini sullo store online di Jide. I rimborsi non richiederanno nessuna richiesta da parte degli utenti interessati, Jide provvederà ad accreditare i rimborsi a partire dal 15 di Agosto.


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