28 giugno 2016

Intervista a Salvatore Rotilio, autore di Monfy-Mate

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MonfyOS Black-Compiz-Edition
Dopo una lunga pausa torna la rubrica con le interviste di Marco's Box ai programmatori italiani. Quest'oggi ho il piacere di intervistare Salvatore Rotilio, l'autore di Monfy-Mate, una remix di Ubuntu con MATE come ambiente desktop e che fornisce una serie di personalizzazioni, sia lato estetico che lato software includendo alcune componenti di Linux Mint (come il tool di Linux Mint per la formattazione delle chiavette USB e il tool per il riconoscimento dell'hardware) e software aggiuntivi. A questo si aggiungono alcune ottimizzazioni fatte per migliorare il tempo di avvio/spegnimento ed un tool per la manutenzione della distro che consente di automatizzare l'installazione degli aggiornamenti e la pulizia del sistema.

Il tool di manutenzione
L'ultima versione della distro si presenta con Compiz già attivo e configurato e con MATE 1.14.x (l'ultima versione attualmente disponibile).
Il sistema è molto reattivo e l'utilizzo risulta fluido anche su macchine non più giovani. 
PS: quando la proverete assicuratevi di avere le casse accese, al caricamento del desktop vi scapperà di sicuro una lacrimuccia di nostalgia :)
Ma passiamo all'intervista :)

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1) Come prima cosa che ne diresti di presentarti ai lettori di Marco's Box parlando un po’ di te, dove sei nato, cosa fai nella vita etc 
Sono nato nel lontano 1964, a Torino, attualmente lavoro come magazziniere presso una ditta che opera sulle grandi navi di Fincantieri a Monfalcone.


2) A che età il primo approccio con l’informatica? Quando invece con GNU/Linux? 
Ho iniziato ad avvicinarmi alla informatica nel 1985 usando il primo Amiga 1000, successivamente un Amiga 500 poi via via con l'Amiga 1200 e 4000. Alla chiusura della Commodore ho dovuto per forza di cose passare ad un PC, windows 98… successivamente XP. Non trovandomi bene ho iniziato una ricerca su qualcosa di alternativo e ho iniziato ad usare Mandrake (KDE) sostituito poi nel 2008 da ubuntu che non ho più lasciato.


3) Ma veniamo a MonfyOS, il tuo progetto. Quando e come è ti è nata l’idea di realizzare questa distro? Da cosa deriva il nome? 
Essendo appassionato di computer ed assenso iscritto ai gruppi “ubuntu-test” e promozione Ubuntu già dal 2009 facevo promozione e sostitutivo il maggior numero di PC win con una versione idonea all’hardware di Ubuntu. 
Il nome deriva da Monfalcone che simpaticamente chiamiamo Monfy... e il falco (il logo della distro) è il falco dello stemma di Monfalcone ridisegnato a mano da me (così non ho problemi di copyright).



4) A tuo avviso cosa differenzia Monfy-Mate da altre distro basate su MATE? Quali sono i suoi punti di forza? Perché un utente dovrebbe provarla? 
Non trovo differenze fra la mia Monfy-Mate e altre distro basate sul de Mate, se non alcune chicche che ho aggiunto, clean per esempio o il suono d’avvio che ricorda le Ubuntu classic. Perché provarla? Per il piacere di avere un sistema italiano semplice da usare e… con un mio supporto sempre presente, è già un vantaggio avere il supporto diretto del creatore.


5) Perché MATE e non altri desktop environment leggeri come XFCE? E come mai Ubuntu come base? 
Questione di gusti, gnome2 è un must indimenticabile e Mate è riuscito a colmare quel vuoto sulle distro Linux. Ho preferito Ubuntu perché sono abitudinario, dal 2007 uso Ubuntu e non credo cambierò. Ho fatto delle ISO con mamma debian ma io ho nel cuore ubuntu.

6) Degli altri DE cosa ne pensi? Fra Xfce, LXDE, GNOME Shell, Unity e KDE quale preferisci oltre a MATE e perché? 
Credo che il discorso sui De sia un po più complesso del classico pensiero di un singolo utente, i de, a prescindere dall'hardware ( de più o meno pesanti ) sono a gusti personali, personalmente Mate è quello che preferisco ma quando Ubuntu ha inserito Unity usavo il KDE. 


7) Come pensi di far evolvere il progetto con le prossime release? Quali modifiche apporterai? Hai intenzione di realizzare dei repository personalizzati per MATE o seguirai gli aggiornamenti di Ubuntu? 
Il mio progetto scaturito in Monfy-Mate vuole essere una alternativa valida per chi si avvicina per la prima volta sui sistemi GNU/Linux, rendere le cose semplici, e con un approccio utente piacevole guardando molto l'hardware datato sono le mie priorità, per ora seguirò gli aggiornamenti Ubuntu anche se penso ad l'idea di creare dei repo miei.


8) Oltre alla distro hai realizzato anche un manuale davvero completo e ben fatto (potete scaricarla da questo indirizzo). Puoi parlarci di questo progetto? 
Il manuale è nato per caso, volevo scrivere semplicemente una guida tascabile da consegnare agli amici descrivendo Ubuntu, la guida è nata nel 2010 quindi con ubuntu lucid lynx 10.04… passando poi a mate ho fatto solo un piccolo aggiornamento.


9) Passiamo ora alle domande generiche sul mondo GNU/Linux. Secondo te perché Linux non riesce ad affermarsi nel mondo desktop? Cosa gli manca? 
Ai sistemi gnu/Linux mancano le pubblicità, attualmente siamo una ristretta cerchia di utenti e purtroppo nemmeno molto compatti, questo è chiaramente visibile dalle “lotte interne” su quale distro è migliore di un altra. Io non credo che esista una distro migliore né un de migliore, in fondo, una volta che l'utente ha la sue balla distro installata userà più o meno gli stessi programmi di altre distro, libreoffice, GIMP, audacity, firefox ecc… (fortunatamente ogni distro è talmente flessibile che si possono usare programmi alternativi). Per esempio se prendo una distro arch e metto esattamente gli stessi applicativi che ho messo su Monfy-Mate basata su Ubuntu, mi troverei ad usarla allo stesso modo...


10) Passiamo ora ad una delle domande di rito di Marco’s Box ovvero quella relativa al tuo orientamento religioso: sei pro Torvalds o pro Stallman? Motiva la tua scelta. 
Bella domanda… entrambi sono dei grandi personaggi, entrambi hanno fatto cose buone e cose meno buone, difficile schierarsi totalmente verso l'uno o verso l'altro… meglio l'uovo o la gallina? … fra i due scelgo un buon piatto di pasta al sugo ;) 


11) Prima di lasciarci hai qualche saluto o ringraziamento da fare? 
Grazie per questa opportunità, ho molte persone a cui dare i miei ringraziamenti, partendo da chi, consapevolmente mi ha aiutato e a chi mi ha aiutato inconsapevolmente.
Parto ringraziando chi mi ha aiutato inconsapevolmente:
Io leggo moltissimi siti tra questo anche il tuo, dal quale ho appreso molto, sperimentato molto, risolto molti problemi… quindi il mio ringraziamento va a te e a tutti coloro che hanno dei siti dedicati alle problematiche sui sistemi GNU/linux.
L'aiuto consapevole è quello offertomi da tutti i miei amici presenti nei miei profili e nel sito, i quali con le loro richieste, dubbi, problemi e supporto mi hanno spronato a migliorare la mia remix.
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27 giugno 2016

Con JBoss EAP 7, Red Hat pone le basi per le applicazioni Hybrid Cloud

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Con JBoss EAP 7, Red Hat pone le basi per le applicazioni Hybrid Cloud

La più recente release della piattaforma applicativa Red Hat punta a unire i paradigmi di sviluppo attuali e futuri. 
Red Hat presenta JBoss Core Services Collection, per offrire agli sviluppatori molte delle funzionalità principali spesso implementante all'interno di applicazioni enterprise 

Milano, 27 giugno 2016
– Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato la disponibilità di Red Hat JBoss Enterprise Application Platform 7 (JBoss EAP 7), principale application server open source compatibile con Java EE 7, e ha presentato JBoss Core Services Collection, un set di tecnologie che forniscono ai clienti comuni componenti applicativi di base. Con JBoss EAP 7, Red Hat intende aiutare le aziende a utilizzare al meglio ed estendere gli investimenti applicativi esistenti, mentre iniziano a passare ad architetture e paradigmi di programmazione emergenti, che richiedono una piattaforma leggera, molto modulare e nativa per il cloud.

JBoss EAP 7 combina le API di Java EE 7, ampiamente diffuse, con le più recenti tecnologie a supporto delle practice di sviluppo DevOps, come il noto ambiente di sviluppo integrato (IDE) Red Hat, JBoss Developer Studio – che può essere usato senza costi dai membri delle community JBoss o Red Hat Developer per costruire, testare e implementare applicazioni on-premise o nel cloud – oltre a Jenkins, Arquillian, Maven, ed al supporto di numerosi noti framework Web e JavaScript. La sua leggerezza e la ridotta footprint, rendono JBoss EAP 7 una scelta versatile, adatta alle aziende che intendono costruire applicazioni tradizionali ma anche applicazioni più modulari, sullo stile dei microservizi.

JBoss EAP 7 è stato ottimizzato per ambient cloud e, se implementato con Red Hat OpenShift, offre i vantaggi dei container, load balancing, elastic scaling, monitoraggio dello stato di salute, e la capacità di implementare in un container direttamente dall’IDE, cosa che può migliorare sia la produttività che l’esperienza degli sviluppatori. Inoltre, JBoss EAP con OpenShift contribuisce a un ambiente DevOps più efficiente a livello architetturale, eliminando la necessità di funzionalità sovrapposte. L’efficienza di DevOps può essere ulteriormente migliorata usando componenti middleware aggiuntivi su OpenShift.

Core Services Collection
JBoss Core Services Collection offre building block comuni di base per applicazioni enterprise, come Web single sign-on, HTTP load balancing e proxy, oltre a funzionalità di gestione e monitoraggio di applicazioni e servizi. All’interno della sottoscrizione a Red Hat JBoss Middleware senza costi aggiuntivi, i clienti Red Hat riceveranno pieno supporto online e telefonico, aggiornamenti, patch e fix di sicurezza per ogni versione e componente.

Le tecnologie che attualmente permettono di ricevere pieno supporto in JBoss Core Services Collection comprendono Red Hat JBoss Operation Network, che fornisce un punto centrale di gestione per tutti i prodotti Red Hat JBoss Middleware, Apache HTTP server, connettori per i web server IIS e iPlanet, Apache Commons Jsvc e un server di single sign-on basato sul progetto JBoss Keycloak.

L’ecosistema partner di JBoss EAP 7
Quest’anno, Red Hat è diventata la prima azienda open source a superare i due miliardi di dollari di fatturato, un risultato possibile anche grazie al contributo dell’ecosistema partner di Red Hat, che si compone di independent software vendor (ISV), system integratori (SI) globali e regionali e reseller a valore aggiunto (VAR), oltre a un ampio canale di original equipment manufacturer (OEM), distributori e reseller.

Il lancio di JBoss EAP 7 segna un passo fondamentale per Red Hat, ed estende ulteriormente la sua offerta di prodotti verso i partner, rafforzando il ruolo della piattaforma applicativa come base per applicazioni hybrid cloud e indicando il percorso verso un futuro definito da nuovi approcci applicativi come i container e le architetture a microservizi.

“Le organizzazioni dovrebbero avere la possibilità di scegliere quando e come passare a nuove architetture e paradigmi di programmazione”, spiega Mike Piech, vice president and general manager Middleware di Red Hat. “Questa libertà è l’essenza stessa dell’open source, ed è qualcosa che noi di Red Hat abbracciamo in toto. Con JBoss EAP 7, rispondiamo alle necessità delle aziende e degli sviluppatori, con una vision equilibrata, che intende unire la necessità di creare e mantenere un business oggi con l’aspirazione di innovare l’IT domani.”

“Man mano che le aziende che fanno uso di Java EE sentono la necessità di container, cloud e microservizi, diventa necessario per i vendor offre a loro ed ai loro sviluppatori gli strumenti di cui necessitano per mettere insieme presente e futuro”, aggiunge Stephen O’Grady, principal analyst di RedMonk.


Una solida tradizione
Giugno 2016 segna il decimo anniversario dell’ingresso formale di Red Hat nel mercato dello sviluppo applicativo enterprise, con la sua seconda più grande acquisizione: JBoss. Al centro dell’acquisizione, la tecnologia che sarebbe poi diventata JBoss EAP, che non solo ha contribuito a spingere la crescita di Red Hat al ruolo di leader globale nell’open source, ma ha anche aiutato l’open source a diventare uno standard riconosciuto per l’innovazione in tema di enterprise computing.

Oggi, JBoss EAP continua a essere la pietra angolare dell’impegno di Red Hat verso lo sviluppo di applicazioni enterprise, e rappresenta la base dell’offerta Red Hat di prodotti middleware leggeri, container- e cloud-friendly, usati da organizzazioni importanti come Amadeus, American Product Distributors e TMG Healh, per creare, integrare, implementare e gestire applicazioni business-critical.

Dal suo ingresso nel mercato dello sviluppo applicativo, 10 anni fa, Red Hat è cresciuta fino a offrire oltre 15 prodotti e soluzioni di sviluppo, compresa la sua apprezzata piattaforma applicativa container OpenShift, Red Hat Mobile Application Platform, e il programma Red Hat Developer, che hanno permesso a Red Hat di diventare un’alternativa reale per gli sviluppatori alla ricerca di una piattaforma di sviluppo applicativo open source, leggera e flessibile.

Disponibilità
JBoss EAP è disponibile al download per i membri della community Red Hat Developer. I clienti possono ottenere i più recenti aggiornamenti dal Red Hat Customer Portal.
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Microsoft annuncia .NET Core 1.0 per Windows, OS X e Linux

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Microsoft ha annunciato il rilascio di .NET Core 1.0ASP.NET Core 1.0 e Entity Framework 1.0 per Windows, OS X e Linux.
Il tutto è stato rilasciato sotto licenza open source per la gioia dei sostenitori del software open.
Questa versione include .NET Core runtime, le librerie e i tools e le librerie ASP.NET Core.

Potete scaricare .NET Core 1.0 sulla vostra distro preferita seguendo le istruzioni che trovate al link https://www.microsoft.com/net/core (le trovate per le principali distribuzioni Linux).

Microsoft mostrerà .NET Core 1.0 in esecuzione su Linux durante la Red Hat DENation che si sta tenendo in queste ore di cui potrete vedere la diretta streaming (e la "replica") su Channel 9.




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Code Together - (Come Together parody) realizzata dai ragazzi di SUSE

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Quelli di SUSE ci hanno abituato, nel corso degli ultimi anni, a diverse cover ispirate a successi della musica internazionale con i testi opportunamente modificati a tema SUSE e open source.
Quest'oggi hanno presentato la loro nuova cover chiamata "Code Together" che, come lascia presagire il nome, è una parodia di "Come Together".
Eccola!



Di seguito trovate le info sui musicisti e il testo della canzone.

"Code Together" music video (parody of "Come Together") from those lovely Open Source nerds at SUSE.

Lyrics:
Here come Chameleon
He see stereoscopic
He got open source code
He one holy coder
He got a tail down below his knees
Administers his systems
Man, it feels like a breeze

He got no lock-in
He got open stack cloud
He got mainframe linux
He use YaST and Kiwi
He say I know Perl, you know Ruby
One thing I can tell you is
You got to be Free
Code together, right now
We’re all free

He’s in production
He got massive up time
He use open standards
He one elite hacker
He got software defined storage
According to top, yeah,
You got so much RAM free
Code together, right now
We’re all free

He on the mainframe
He got desktop powers
He rules Top 500
He one real bad mother
He say one and one is seventeen
Got to be good looking
Cause he’s so good with C
Code together, right now
We’re all free

Code together, yeah
Code together, yeah

https://www.suse.com/

The Band:
Vocals – Tony Oros
Lead Guitar – BJ Parker
Drums – Jeff Price (SUSE Consulting Engineer)
Bass Guitar – Sean Rickerd (SUSE Technical Sales Specialist)

Director/Producer – Russ Dastrup
Filmed by – Russ Dastrup, John Ross Wilson, Scott Dastrup
Edited by – Russ Dastrup
After Effects - Scott Dastrup
Lyrics by – Bryan Lunduke
Lighting – Phil Shepherd
Production Assistant – Kevin Maynard
Photography – Jane Groom
Chameleon – Scott Dastrup
Recorded and filmed on location at June Audio – Provo Utah
Sound Engineering – Scott Wiley and team at June Audio
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Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre dell’anno fiscale 2017

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Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre dell’anno fiscale 2017

  • Fatturato trimestrale a $568 milioni, +18% rispetto all’anno precedente
  • Fatturato derivante dalle sottoscrizioni a $502 milioni, +18% rispetto all’anno passato
  • Fatturato derivante dalle sottoscrizioni legate a sviluppo applicativo e altre tecnologie emergenti a $98 milioni nel trimestre, in aumento del 39% anno su anno
  • Fatturato differito a fine anno pari a $1,69 miliardi, in aumento del 18% 

Milano, 24 giugno 2016 - Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2017, terminato il 31 maggio 2016. 

“Digital transformation e cloud computing stanno modificando il modo in cui la aziende competono in ogni settore. Le imprese che rapidamente adottano tecnologie agili hanno successo in un ambiente che innova. Le nostre tecnologie open source aiutano i clienti a cogliere i benefici di business associati a questi rapidi cambiamenti”, commenta Jim Whitehurst, President e Chief Executive Officer di Red Hat. “La crescente adozione delle nostre tecnologie si riflette nell’aumento di fatturato, compresa la crescita del 18% anno su anno in Q1 trainata in parte da un aumento del 39% delle nostre tecnologie emergenti e di sviluppo applicativo”.

“Il primo trimestre ha inaugurato molto positivamente l’anno”, aggiunge Frank Calderoni, Executive Vice President Operations e Chief Financial Officer di Red Hat. “Il momento particolarmente positivo del nostro business e l’execution dei nostri commerciali sono evidenziati da un numero record di contratti per un valore superiore al miliardo di dollari, in aumento del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”.

Fatturato:
Il fatturato totale del trimestre è stato di $568 milioni, in crescita del 18% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente (a valuta costante). Il fatturato legato alle sottoscrizioni di $502 milioni, in aumento del 18% rispetto al primo trimestre dello scorso anno (a valuta costante). Il fatturato legato alle sottoscrizioni ha rappresentato l’88% del fatturato complessivo.

Analisi del fatturato derivante dalle sottoscrizioni:
Il fatturato legato all’offerta di infrastruttura è stato di $403 milioni nel corso del trimestre, in aumento del 14% rispetto allo scorso anno (del 13% a valuta costante). Il fatturato derivante dallo sviluppo applicativo e altre tecnologie emergenti è stato di $98 milioni, in aumento del 39% (a valuta costante).

Utile di esercizio:
L’utile d’esercizio GAAP per il primo trimestre è stato di $75 milioni, in crescita del 6% rispetto all’anno passato. Dopo compensazioni azionarie e ammortamenti e costi di transazione relativi a combinazioni di business, l’utile d’esercizio non-GAAP per il trimestre è stato di $124 milioni, in aumento del 9%. Nel trimestre, il margine operativo GAAP è stato del 13,3%, il margine operativo non-GAAP del 21,8%.

Utile netto:
L’utile netto GAAP per il trimestre è stato di $61 milioni, pari a $0,33 per azione, rispetto ai $48 milioni, pari a $0,26 per azione, registrati nel trimestre precedente. L’utile netto e compensato non-GAAP per il trimestre è stato di $92 milioni, pari a $0,50 per azione, dopo compensazioni azionarie e ammortamenti. Questo dato si rapporta a un utile netto compensato non-GAAP di $81 milioni, pari a $0,44 per azione, registrato nello stesso trimestre dell’anno passato.

Flusso e disponibilità di cassa:
Il flusso di cassa operativo ha raggiunto i $232 milioni nel trimestre, in aumento dell’8% rispetto all’anno precedente. Tra contanti ed investimenti convertibili l’azienda vantava al 31 maggio 2016 una liquidità di $2,12 miliardi.

Fatturato differito e backlog:

Alla fine del trimestre, il fatturato differito complessivo dell’azienda è stato di $1,69 miliardi, in aumento del 18% rispetto allo scorso anno.

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