16 settembre 2014

Rilasciata la versione alpha di OzonOS "Hydrogen"


Oggi, dopo svariati mesi di attesa, è stata finalmente rilasciata la prima Alpha di OzonOS, il sistema operativo sviluppato da Numix e Nitrux.




Dal post ufficiale sulla pagina del progetto si legge:
Dopo mesi dall’annuncio della nascita di OzonOS, siamo lieti di rilasciare la nostra prima Alfa, chiamata con l’elemento chimico più semplice e comune: “Hydrogen” (Idrogeno).
È stato un percorso accidentato, ma divertente disegnare, sviluppare, costruire e testare i file ISO e alla fine possiamo affermare che ne è valsa la pena. Siamo assolutamente convinti che questo sarà l’inizio di qualcosa di grandioso. [...]

La prima Alpha, essendo una versione dedicata solamente agli sviluppatori, include solamente le varie estensioni open-source per GNOME-Shell realizzate dal team, come la dock, il pannello e il tema personalizzato. Il tutto gira su Fedora 20, sebbene la release finale sarà basata su Fedora 21.

I driver proprietari preinstallati e il supporto alla piattaforma Steam arriveranno con la Beta, come già preannunciato nella roadmap.

Il team, infine, invita gli utenti a testare, scovare e segnalare eventuali problemi o feature sulla pagina GitHub dedicata: http://github.com/ozonos

L’Alpha di OzonOS “Hydrogen” è scaricabile gratuitamente da qui: https://drive.google.com/file/d/0B1hdFXnL3v48UUpZdzE2aGFuOTA/edit?usp=sharing
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15 settembre 2014

Linux Mint 17.1 codename ‘Rebecca’


Clement Lefebvre ha annunciato da poche ore il nome in codice di Linux Mint 17.1 che vedrà la luce probabilmente per novembre 2015 (dico probabilmente perché con la nuova politica di rilasci basati sulle LTS si sono slegati dallo sviluppo semestrale di casa Canonical e potrebbero non mantenerlo rilasciando quando gli pare).
Linux Mint 17.1 si chiamerà Rebecca

Come ben saprete la base di Linux Mint 17.1 sarà Qiana (aka Linux Mint 17) e dunque gli utenti potranno beneficiare di un upgrade di versione semplice e immediato.
E ora, per l'angolo della gnocca, ecco una immagine per descrivere la nuova release di Linux Mint

Rebecca Romijn
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Github randomness 2




Nei momenti in cui ci si chiede se ci sia per forza bisogno di un sequel, eccone arrivare uno tra capo e collo. [commento su qualunque notizia cinematografica di questo periodo che vale anche per questo articolo]
Questa volta abbiamo trovato repository che  potrebbero  perfino sembrare utili!

  • Papers We Love: per gli informatici o i presunti tali, una collezione di articoli accademici su diverse branche della computer science;
  • HTTPie: tool a riga di comando in Python che semplifica le richieste HTTP rispetto a curl;
  • Coreutils Viewer: monitor dei programmi coreutils (ad esempio mv, cp) in esecuzione su sistema Linux;
  • daff: un diff per dati tabulari;
  • v86: Emulazione in javascript di CPU x86 e relativo hardware (si può provare qui da Windows 1.01 a Linux);
  • GeoGit: un sistema di versionamento applicato ai dati geografici;
  • OpenData500: Uno studio sulle compagnie americane che generano valore tramite i dati aperti;
  • ParisHilton.js: uno script che rimuove tutti i contenuti dall'head della pagina web;
  • M5Stop: nascondi dalla bacheca di Facebook i contenuti riconducibili a grillini, sostituendoli con citazioni di altro livello;
  • GitBanner o Gitfiti: crea un repository fittizio su GitHub per far apparire messaggi particolari sul grafico dei commit;
  • Hipster Domain Finder: cerca domini brevi ancora liberi;
  • comcastify: uno script per caricare le immagini delle proprie pagine web come ai vecchi tempi del 56k (dal team di The Onion, articolo su The Verge).

PS: Vi ricordate di quando Marco's Box si era messo a scorreggiare?
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Red Hat Satellite 6 offre la gestione integrata dei sistemi cloud nei data center e nella nuvola



Red Hat Satellite 6 offre la gestione integrata dei sistemi cloud nei data center e nella nuvola

La soluzione fornisce configurazione e gestione del ciclo di vita complete in ambienti fisici, virtuali e cloud ibridi


Milano, 12 settembre 2014Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Satellite 6, una soluzione completa per la gestione del ciclo di vita dei sistemi Red Hat che comprende il provisioning del software, il management di patch e configurazione, così come l’amministrazione delle sottoscrizioni in ambienti fisici, virtuali e cloud. 


Red Hat satellite 6 si articola su tre temi:
  • Semplificazione – riducendo il numero di strumenti, aumentando l’automazione e semplificando i processi necessari per gestire i sistemi al fine di incrementarne l’efficienza
  • Scaling out - per gestire un grande numero di sistemi distribuiti geograficamente su diverse piattaforme fisiche e virtuali, così come cloud pubblici e privati
  • Innovazione – l’open source guida l’innovazione in tutte le aree dell’IT, system management compreso. Red Hat ha sfruttato la sua capacità per integrare alcune delle migliori capacità oggi disponibili per realizzare Red Hat Satellite. In questo modo le aziende possono adottare le più recenti novità in una soluzione completa, supportata e completamente integrata.

Con il crescere della complessità degli ambienti IT, il numero di sistemi da gestire su piattaforma diverse continua ad aumentare. E’ essenziale che le organizzazioni dispongano degli strumenti adatti per mantenere la disponibilità, le prestazioni e la governance dei sistemi stessi. Oggi le soluzioni sono installate in ambienti differenti tra cui sistemi fisici, piattaforme virtuali e cloud privati e pubblici, e l’uso di strumenti diversi per ciascun ambiente può incrementare il costo e la complessità e ridurre l’efficienza.


“Mentre evolvono per supportare cloud pubblici, privati e ibridi, questi ambienti diventano sempre più complessi e difficili da gestire”, commenta Joe Fitzgerald, general manager Cloud Management in Red Hat. “Basato su tecnologie innovative e open source, Red Hat Satellite 6 rappresenta un elemento valido per infrastrutture tradizionali e cloud dato che offre una soluzione unificata altamente scalabile focalizzata sulla gestione della configurazione e del lifecycle del software in sistemi fisici, virtuali e cloud”.


Red Hat Satellite 6 offre una soluzione di system management completa per la gestione dei sistemi Red Hat, fornendo un’unica console e metodologia per realizzare, implementare, gestire ed eliminare un sistema. Satellite 6 offre un unico Content View, un insieme di RPM e/o Puppet Module ottimizzato con filtri e regole che contengono sia il software che la configurazione in un unico luogo e vengono pubblicati e promossi abilitandone la gestione end-to-end. Red Hat Satellite può gestire il ciclo di vita del software Red Hat Enterprise Linux e la configurazione dei contenuti, ma anche quello di Red Hat Enterprise Linux OpenStack Platform, Red Hat Enterprise Virtualization, Red Hat Storage, Red Hat Directory Server, Red Hat Certificate System e OpenShift Enterprise.


Tra le altre nuove funzionalità vi sono:
  • Provisioning – su bare metal, infrastrutture virtuali e cloud pubbliche o private, da un unico luogo e con un unico processo, comprese Red Hat Enterprise Virtualization, Red Hat Enterprise Linux OpenStack, VMware e Amazon EC2. 
  • Discovery di sistemi – che permette agli utenti di cercare tra host non-provisioned per una rapida implementazione. 
  • Drift remediation – che consente di modificare automaticamente lo stato del sistema con reporting, auditing e cronologia delle modifiche. 
  • Gestione delle sottoscrizioni – che facilita il reporting e la mappatura dei prodotti acquistati rispetto ai sistemi registrati per una visibilità end-to-end sulle sottoscrizioni.

Red Hat Satellite 6 offre maggiore scalabilità grazie al nuovo Red Hat Satellite Capsule server, utilizzato per facilitare la federazione e la distribuzione di contenuti software e di configurazione. Il Capsule server permette agli utenti di scalare facilmente Red Hat Satellite con l’aumento dei sistemi da gestire, amministrando i contenuti localmente invece di richiedere network hop per garantire che ogni luogo geografico sia gestito correttamente. Al fine di evitare l’overload delle risorse sul capsule server, Satellite 6 effettua il provisioning di workload aggiuntivi su molteplici server al fine di evitare che il carico venga contenuto su un unico satellite.


“Aziende e data center cloud-based evolvono in termini si scala e scopo e i system administrator si trovano a dover semplificare processi e strumenti di gestione”, continua Mary Johnston Turner, research vice president Enterprise System Management Software in IDC. “Utilizzare un’iniziativa open source come Red Hat Satellite per la gestione del data center permette agli amministratori non solo di standardizzare i loro ambienti, ma anche di adottare l’innovazione guidata dalla comunità”.


L’innovazione nella system administration sta crescendo rapidamente nella comunità open source, dove Red Hat Satellite e svariati progetti upstream, compreso Foreman, sono basati. Con la sua architettura open source, Red Hat Satellite integra la più recenti innovazioni della comunità open source e le offre alle aziende in una soluzione certificata e supportata.


Disponibilità
Red Hat Satellite 6 è già disponibile per i clienti con sottoscrizione https://access.redhat.com/products/red-hat-satellite/ .
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12 settembre 2014

Ubuntu Touch per il Meizu MX4 disponibile da dicembre


Buone notizie per tutti i fan di Ubuntu e Meizu. Stando a quanto riportato dal blog Meizu Italia, Ubuntu sarà disponibile anche per il Meizu MX4.


I ragazzi di Meizu Italia hanno infatti provveduto a contattare Canonical in merito alle richieste di alcuni fan che si domandavano se e quando Ubuntu sarebbe stato reso disponibile per il nuovo flagship di casa Meizu.
Canonical ha assicurato che da dicembre sarà disponibile Ubuntu Touch per il Meizu MX4 con SoC MediaTek MT 6595.

Se siete interessati al suddetto device vi ricordo che sullo store di Meizu Italia è di nuovo pre-ordinabile (previa registrazione) con spedizioni a partire dal 25 settembre.

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