29 agosto 2016

La community SlimRoms rilascia la Slim6 1.0 stabile

Nessun commento:

La community che sviluppa la SlimRoms ha annunciato il rilascio della prima release stabile della Slim6 basata su Android 6.0 Marshmallow.
La Slim6 1.0 introduce alcune delle funzionalità che caratterizzano da sempre lo sviluppo della slimrom come la gestione delle applicazioni recenti nel multitasking o il launcher predefinito.
Ecco quali sono le novità principali di questa release:

Bug fixes
  • Update APN for T-Mobile MK and Tele2
  • Fix CDMA settings in dialer to FC
  • SlimRecents: Fix header text default color & Correct default bg color
Caratteristiche principali della versione stabile
  • SlimLauncher
  • Slim Recents
  • Navbar customisations & Hardware key rebinding
  • Custom QuickSettings
  • Chamber of secrets and SlimActions shortcuts
  • Doze/Ambient display options
  • Proximity wake and speaker
  • Status bar customizations (Clock and Battery)
  • dt2w on doze
  • Advanced reboot menu
Cambiamenti
  • SlimLauncher: Fix launcher default_workspace taking up all apps button location & Materialize search bar and add night mode
  • External/ant-wireless/ant_native: ant_native: Fix compilation errors for MSM8992/4 (non CAF)
  • Updates to frameworks/av and frameworks/native
  • Packages/apps/Settings: PGM: Permute simple and long click behaviour
  • Tele2 (LT) APN updates
  • Theme GooglePackageInstaller, Gmail, and hangouts for night mode

Trovate la lista dei dispositivi supportati dalla Slim6 all'indirizzo https://slimroms.org/#/download
Per info sulla ROM, Google Apps consigliate e quant'altro andate all'indirizzo https://slimroms.org/#/support/faq
Continua...

Con Red Hat Virtualization 4, Red Hat lancia una nuova generazione di virtualizzazione ad alte prestazioni basata su standard aperti

Nessun commento:


Con Red Hat Virtualization 4, Red Hat lancia una nuova generazione di virtualizzazione ad alte prestazioni basata su standard aperti 

La piattaforma di virtualizzazione basata su KVM è stata progettata per migliorare la virtualizzazione di workload tradizionali, fornendo una base più sicura e scalabile per cloud ibrido e workload container-based 

Milano, 29 agosto 2016 – Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, annuncia la disponibilità di Red Hat Virtualization 4, più recente release della sua piattaforma di virtualizzazione costruita su Kernel-based Virtual Machine (KVM). Red Hat Virtualization 4 sfida i modelli tradizionali e le complessità delle soluzioni proprietarie di virtualizzazione, offrendo una piattaforma completamente aperta, ad alte prestazioni, più sicura e gestita centralmente, per carichi di lavoro sia Windows che Linux. Combina un potente hypervisor aggiornato, una dashboard avanzata di sistema e funzionalità di networking centralizzato per soddisfare i workload in evoluzione degli utenti. Costruita su Red Hat Enterprise Linux, Red Hat Virtualization 4 è progettata per integrarsi facilmente con gli ambienti IT esistenti, fornendo una base per implementazioni di tecnologie emergenti, comprese applicazioni a container e cloud-native.

Se la virtualizzazione resta un elemento fondamentale dell’infrastruttura dei datacenter, le necessità dei clienti attorno alla tecnologia stanno evolvendo in modo rapido. Le aziende che stanno avviando un’implementazione virtuale possono essere alla ricerca di una piattaforma agile e completa che abbini efficienza e standard aperti di interoperabilità, mentre le realtà che hanno già installato tecnologie di virtualizzazione potrebbero essere più attente ai loro investimenti, a causa di costi, limitazioni delle performance o problemi di incompatibilità. Red Hat Virtualization 4 è pensato per rispondere a questi scenari emergenti con una piattaforma basata sui standard aperti, che offre una soluzione flessibile e potente per le nuove installazioni, e aiuta chi già utilizza la virtualizzazione a migrare verso una soluzione aperta ed estensibile.

Red Hat Virtualization 4 comprende sia un hypervisor ad alte prestazioni (Red Hat Virtualization Host) che un virtualization resource manager web-based (Red Hat Virtualization Manager) per la gestione dell’infrastruttura virtuale di un’organizzazione. Nello specifico, Red Hat Virtualization 4 introduce funzionalità nuove o migliorate in tema di:
  • Prestazioni ed estensibilità 
  • Management e automazione 
  • Supporto a OpenStack e container Linux 
  • Sicurezza e affidabilità 
  • Networking centralizzato tramite una API esterna, indipendente 

Prestazioni ed estensibilità
Red Hat Virtualization 4 introduce un nuovo hypervisor potente e più leggero, ingegnerizzato congiuntamente a Red Hat Enterprise Linux 7.2. Il nuovo hypervisor aiuta a migliorare l’installazione di pacchetti di sistema e aggiornamenti dei driver, a semplificare l’implementazione di tecnologie moderne, e fornire miglior supporto hardware per l’integrazione della gestione delle configurazioni. Inoltre, Red Hat Virtualization può essere installato tramite Anaconda, installer comune sia a Red Hat Enterprise Linux che all’hypervisor di Red Hat Virtualization.

La nuova piattaforma offre anche supporto ad avanzate funzionalità di rete, che contribuiscono a semplificare il, processo di aggiunta e supporto di network provider indipendenti tramite una nuova API aperta. Questa funzionalità permette la centralizzazione e semplificazione dei sistemi di network management, consentendo a Red Hat Virtualization Manager di comunicare con sistemi esterni per definire le caratteristiche di networking che possono essere applicate alle interfacce di rete di una macchina virtuale.

Management e automazione
Per migliorare la gestione complessiva della virtualizzazione, Red Hat Virtualization 4 offre una dashboard avanzata di sistema, che consente una visuale completa dell’infrastruttura e delle risorse virtuali. Questo permette agli amministratori di diagnosticare e risolvere in modo efficace i problemi, prima che abbiano impatto sulle operazioni. La funzionalità ulteriore di automazione comprende: 
  • Un uploader delle immagini storage, che offre un’interfaccia browser-based per caricare i file KVM Virtual Machine esistenti direttamente o tramite un URL remoto, collocando l’immagine nel dominio storage senza necessità di strumenti di terze parti. 
  • Policy avanzate di live migration per consentire agli utenti di perfezionare caratteristiche di migrazione granulare, fino a livello di cluster o di VM individuale, consentendo così operazioni e prestazioni generali più veloci. 
Supporto a OpenStack e container Linux
Se la virtualizzazione è ormai una tecnologia matura, Red Hat Virtualization 4 offre funzioni fondamentali di supporto per workload basati su container Linux, oltre a implementazioni di cloud privato e ibrido OpenStack. Per i container, Red Hat Virtualization 4 supporta Red Hat Enterprise Linux Atomic Host come sistema guest configurabile e consente esecuzione e reporting di agenti guest come container sulla VM di Atomic Host.

Red Hat Virtualization 4 offre anche supporto nativo a Red Hat OpenStack Platform Neutron. Questo consente alle organizzazioni di migliorare l’erogazione di servizi condivisi e minimizzare il footprint operativo implementando servizi in modo più coeso su workload tradizionali e cloud-enabled.

Un ambiente di virtualizzazione più sicuro
Le nuove caratteristiche introdotte in Red Hat Virtualization 4 completano gli asset di sicurezza che derivano direttamente da Red Hat Enterprise Linux. Red Hat Virtualization 4 include e supporta sVirt, che applica policy di Mandatory Access Control (MAC) per una maggiore sicurezza della VM e dell’hypervisor. Questo aiuta a migliorare la sicurezza complessiva e a rendere l’ambiente fisico e virtuale più solido rispetto a vulnerabilità che potrebbero essere usare come vettore di attacco contro l’host o altre VM.

Red Hat Virtualization si integra anche con Red Hat Satellite, soluzione di systems management di Red Hat. Red Hat Virtualization standardizza il provisioning dell’infrastruttura e delle macchine virtuali guest, attraverso le installazioni esistenti di Red Hat Satellite 6. Offre anche visibilità sui dettagli di errore dell’host e della macchina virtuale, per garantire la conformità delle patch per tutto l’ambiente fisico e virtuale.

“I nostri clienti continuano a fare affidamento sulla virtualizzazione come parte fondamentale delle loro attività di modernizzazione del datacenter, utilizzandola anche per passare meglio a nuovi workload cloud-native e container-based”, spiega Gunnar Hellekson, director product management, Linux and Virtualization, Red Hat. “Red Hat Virtualization offre il valore economico, le prestazioni e l’agilità richiesta sia dalle iniziative infrastrutturali tradizionali che da quelle innovative.”

“Se la virtualizzazione resta un elemento fondamentale di base per il datacenter moderno, le necessità dei clienti stanno rapidamente cambiando, andando oltre la semplice virtualizzazione di carichi di lavoro tradizionali”, aggiunge Gary Chen, research manager, Software Defined Compute, IDC. “Le moderne piattaforme di virtualizzazione devono considerare questi scenari standard, al tempo stesso preparando il terreno all’emergere di cloud computing e container virtuali, aspetti che Red Hat Virtualization permette di affrontare in modo aperto ed estensibile.”

Disponibilità
Red Hat Virtualization 6 è disponibile in modalità standalone, come offerta integrata con Red Hat Enterprise Linux, e come parte delle suite Red Hat Cloud per una soluzione ancor più completa. I clienti esistenti possono aggiornare a Red Hat Virtualization 6 attraverso il Red Hat Customer Portal,
Continua...

28 agosto 2016

Rilasciato SDDM 0.14.0: aggiunto il supporto HiDPI

Nessun commento:

Pier Luigi Fiorini (a proposito, avete letto l'intervista che gli feci qualche tempo fa?)  ha annunciato rilasciato di Simple Desktop Display Manager (SDDM) 0.14.0. la nuova versione del display manager per X11 e Wayland utilizzato da Hawaii e da diverse distribuzioni basate su KDE. 
Oltre ai consueti bugfix e aggiornamenti delle traduzioni troviamo l'aggiunta del supporto ai display HiDPI.
Di seguito trovate il changelog completo:

  • New sddm.conf option EnableAvatars (useful for slow filesystems)
  • New sddm.conf option UserAuthFile on the XDisplay section to change the default Xauthority file name and path.
  • New sddm.conf option SessionLogFile on XDisplay and WaylandDisplay sections to change the default user session log location.
  • ComboBox now exposes the arrow background color as "arrowColor" property.
  • New "style" theme configuration for QtQuick Controls 2.0.
  • Require Qt 5.6 or better.
  • Enable HiDPI support.
  • Refresh sessions list.
  • Always fallback to an embedded theme if no suitable theme is found.
  • Actually change Qt platform theme.
  • Switch to Wayland session vt only when authentication succeeds.
  • Close PAM session.
  • Delete PAM credentials after closing the session.
  • More theme-neutral default user and root avatars
  • REMOVED the "circles" theme. Remember to change it if you had it set!
  • REMOVED the "maui" theme as a standalone theme as it is now embedded in the greeter. Remember to change the theme to empty if you had it set to "maui".
  • Update Estonian translation.
  • Add Catalan translation from Robert Antoni Buj Gelonch.
  • Add Dutch translation from Eric Hameleers.
  • Add Slovak translation from Martin Minka.
  • Add Swedish translation from Kristoffer Grundström.
  • Add Ukrainian translation from Cherevan Andriy.
  • Add Indian flag from Sanjeev Premi.
Continua...

Nexus 4 (mako): arrivano le prime rom basate su Android N 7.0

Nessun commento:

Buone notizie per tutti i possessori di Nexus 4 (o mako per gli amici) ansiosi di poter provare Android N 7.0.
Due sviluppatori indipendenti su XDA hanno rilasciato le prime ROM per Nexus 4 basate sul codice AOSP di Android N,

La prima ROM è la AOSP 7.0 (Nougat) ed è stata rilasciata dal developer zaclimon. La trovate all'indirizzo [WIP] AOSP 7.0 (Nougat). Questa versione è flashabile tramite recovery modificata. Essendo nel primo stadio di sviluppo molte cose essenziali non funzionano ma è comunque ed è quindi inadatta all'uso di tutti i giorni sul proprio device principale.
Per avere una idea di come gira attualmente la ROM potete dare uno sguardo a questo video realizzato da un utente della community di google+ che mostra la ROM in data 28/08/2016




La seconda ROM è la famosa Fake nexus rom for Nexus 4 del developer ganachoco. Di questa ROM esiste attualmente una versione stabile basata su Android M (è la rom che attualmente uso sul mio Nexus 4) e appunto la versione in sviluppo (classificata come Alpha) basata sul codice della AOSP 7.0 (Nougat) di cui vi ho parlato prima. Trovate la ROM all'indirizzo Fake nexus rom for Nexus 4. A differenza della precedente ROM questa è flashabile soltanto da recovery stock e dunque per flasharla dovrete usare ADB e formattare il telefono. Anche in questo caso si tratta di una ROM instabile inadatta all'uso quotidiano.
Continua...

26 agosto 2016

Arriva Ubuntu MATE 16.10 Beta 1: migrazione alle GTK 3.20 e rimozione di MATE Heads-Up Display (HUD)

Nessun commento:
Ubuntu 16.10 Beta 1 MATE

Martin Wimpress ha annunciato la disponibilità della Beta 1 di Ubuntu MATE 16.10 "Yakkety Yak", quella che si candida per diventare la release più interessante fra le derivate di casa Canonical. 
Il motivo risiede nel fatto che questa release vede la tanto attesa transizione di Ubuntu MATE alle GTK 3.20. 
Ma vediamo quali sono le novità principali rispetto alla precedente Alpha 2:

  • Migrazione di MATE alle GTK 3.20
  • MATE Dock Applet 0.74 che ora è in grado di mostrare le progress bar e gli indicatori numerici sulle icone dei programmi che supportano questa funzionalità (vedete lo screen per capire a cosa mi riferisco)
  • Aggiornamenti di diversi pacchetti per un migliore supporto alle GTK 3.20
  • Rimosso MATE Heads-Up Display (HUD) per problemi sorti durante l'implementazione. LA funzionalità tornerà con Ubuntu MATE 17.04. Se avete installato Ubuntu MATE 16.10 prima del rilascio della Beta 1 dovrete rimuovere manualmente il pacchetto dando da terminale sudo apt purge mate-hud
Gli utenti interessati a provare la distro possono farlo scaricando l'ISO all'indirizzo https://ubuntu-mate.org/download/

Continua...

Licenza
Licenza Creative Commons

Quest' opera è distribuita con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può, pertanto, considerarsi un prodotto editoriale, ai sensi della legge n. 62 del 7/03/2001

Disclaimer immagini

Le immagini utilizzate in questo blog appartengono ai loro rispettivi autori e sono utilizzati per scopi educativi, personali e senza scopo di lucro. Ogni eventuale violazione del copyright non è intenzionale, ma se si riconosce un'immagine protetta da copyright, fatemelo sapere qui, e sarò lieto di aggiungere i credits o modificarla o rimuoverla.

Disclaimer images

Images used on this blog belong to their respective authors and are used for educational, personal and no profit purposes. Any eventual copyright infringement is not intentional, but if you recognize a copyrighted image, please let me know here, and I'll happily provide to add the right credits or modify or remove it.