3 luglio 2015

Ubuntu MATE Welcome disponibile per il testing su Vivid e Wily

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Qualche settimana fa vi avevamo parlato della nascita di Ubuntu MATE Welcome, un nuovo strumento che vedremo su Ubuntu MATE 15.10 che serve a guidare l'utente che per la prima volta installa la distro fornendogli consigli su cosa poter installare e informazioni varie sulla distro.
+Martin Wimpress ha oggi ufficializzato il rilascio della Release Candidate di Ubuntu MATE Welcome 1.0.0
Ubuntu MATE Welcome è disponibile per i test su Ubuntu MATE 15.04 e Ubuntu MATE 15.10. Una volta installato l'applicazione non partirà in automatico ma drovrete richiamarla andando in Applicazioni, Sistema, Ubuntu MATE Welcome.

Per installare Ubuntu MATE Welcome su Ubuntu MATE 15.04

    sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/vivid-mate
    sudo apt-get update
    sudo apt-get install ubuntu-mate-welcome

Per installare Ubuntu MATE Welcome su Ubuntu MATE 15.10

    sudo apt-add-repository ppa:ubuntu-mate-dev/wily-mate
    sudo apt-get update
    sudo apt-get install ubuntu-mate-welcome

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Marco's Box I/O 2x15

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La Stazione Spaziale Internazionale catturata nel suo passaggio davanti alla Luna [Gizmodo]

  • In un esperimento, alcuni ricercatori hanno aumentato la capacità di trasmissione per mezzo della fibra ottica di 20 volte [Gizmodo]
  • IsItNude.com è un servizio che prova ad identificare se una foto fornita contiene nudità o meno, ma piuttosto che il sito in sé è l'algoritmo ad essere disponibile come servizio tramite Algorithmia [Wired]
  • Il MIT ha presentato CodePhage, un software che permette di risolvere crash di applicazioni prendendo 'in prestito' codice esistente senza bisogno di conoscere il sorgente originale [MIT]
  • Diego Gomez ha condiviso un paper scientifico su Scribd ed è stato denunciato dall'autore: per le leggi colombiane rischia 8 anni di carcere. [EFF]
  • Alcune startup stanno facendo ricerca e prototipando rattori a fusione nucleare [Recode]
  • Un emendamento alla legge di riforma della Pubblica Amministrazione introduce una disciplina ispirata alla legge sulla libertà di informazione (FOIA) americana [Il Fatto Quotidiano]
  • Per capire l'importanza del FOIA, in Francia è stato chiesto di rilasciare il codice sorgente del software che calcola la tassazione sul reddito, e il ministero pare ci stia lavorando [Joinup]
  • Il Museo Nazionale dei Computer inglese sta cercando qualcuno che possa aggiustare i suoi esemplari di BBC Micro [BBC]
  • Cisco ha comprato OpenDNS [PI]
  • Microsoft ha reso open source il software WorldWide Telescope [Winbeta]
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Il Comune di Bari sceglie LibreOffice e gli ODF: entro l'anno il 75% delle postazioni su LibreOffice

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Dal Comune di Bari arriva una buona notizia per tutti i sostenitori del software libero e open source. Il Comune di Bari ha infatti deciso di adottare LibreOffice e il formato Open Document Format (ODF) all'interno della sua pubblica amministrazione.
Ecco il comunicato stampa:
È stato presentato dall'assessore Angelo Tomasicchio e dal dirigente della ripartizione Innovazione tecnologica Antonio Cantatore il progetto di migrazione verso l'open source di tutte le postazioni informatiche del Comune di Bari. L'unico formato standard e aperto a soddisfare tutti i requisiti tecnici e legali è l'Open Document Format (ODF), il formato nativo dei documenti di LibreOffice e di altri software open source.
La gestione del progetto coinvolge diversi tipi di competenze, dall'analisi dei flussi dei documenti all'interno dell'organizzazione alla gestione dell'interazione tra utenti e sistemi IT. Grande attenzione è stata posta alla formazione del personale e alla comunicazione interna, elementi fondamentali per il raggiungimento dell'obiettivo.
Dopo un processo di analisi delle soluzioni software disponibili e una sperimentazione sul campo con alcune strutture pilota (Innovazione tecnologica, Segreteria generale-URP, Demografici-Statistica e PEG-Asili), la ripartizione Innovazione ha stabilito di adottare il software libero LibreOffice, che comprende una serie di programmi per l'elaborazione di testi, fogli di calcolo, presentazioni, grafici e disegni, database e formule matematiche ed è compatibile anche con altre suite proprietarie per ufficio, tra cui Microsoft Office.
La scelta di LibreOffice, diversamente dal software proprietario, è conforme alle disposizioni dell'articolo 68 del Codice dell'Amministrazione digitale, e della legge della Regione Puglia sull'adozione e la promozione dell'open source nelle pubbliche amministrazioni.
Entro la fine dell'anno almeno il 75% delle postazioni pc, dall'uso di Microsoft Office migreranno all'open source gratuito LibreOffice.
"Come tutte le pubbliche amministrazioni locali - dichiara l'assessore Tomasicchio - anche il Comune di Bari produce quotidianamente un enorme patrimonio di conoscenza che, oltre a rappresentare una risorsa strategica sotto il profilo sociale, politico, economico e culturale, deve essere messo a disposizione dei cittadini e di tutti gli attori economici e sociali del territorio attraverso l'uso di formati standard aperti, fondamentali per garantire l'accesso a lungo termine ai contenuti prodotti dalla pubblica amministrazione. La diffusione di queste informazioni - prosegue Tomasicchio - rappresenta un elemento importante per incoraggiare la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. Inoltre è uno strumento fondamentale per valutare l'efficacia della pubblica amministrazione, nel rispetto dei principi di trasparenza, un tassello di importanza strategica nell'ottica del processo di dematerializzazione già intrapreso da questa Amministrazione. Sulla base dei dati storici e della spesa annua del Comune per l'acquisto di licenze proprietarie Microsoft Office, si stima che nel primo quinquennio sarà possibile rendere omogeneo il software per tutte le postazioni comunali, ottemperando alle disposizioni di legge e risparmiando circa € 75.000 oltre IVA".
"Il percorso strategico avviato - precisa Antonio Cantatore - prevede la migrazione da Microsoft Office, attualmente installato su circa 1700 postazioni di lavoro del Comune di Bari, a LibreOffice, che ridurrà significativamente il costo totale di possesso (TCO). Va sottolineato che il processo di migrazione è multidisciplinare e vede coinvolto in modo diretto un ampio numero di interlocutori del Comune, ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie esigenze: dai dirigenti, agli amministratori e politici, agli "utenti finali", interni ed esterni all'ente. A tal fine, abbiamo deciso di adottare un preciso protocollo con l'obiettivo di individuare delle best practice in grado di semplificare il processo di migrazione, garantendo allo stesso tempo il successo dell'operazione".
Riassumendo i vantaggi per il Comune di Bari con l'adozione di LibreOffice saranno diversi, a partire dalla possibilità di partecipare a un progetto di sviluppo e crescita dell'open source, disponendo di uno strumento altamente personalizzabile sulla base delle specifiche esigenze della comunità civica.
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Canonical e Intel annunciano le Intel Compute Stick con Ubuntu 14.04 LTS

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Gli Intel Compute Stick abbracciano Ubuntu.

Intel e Canonical hanno infatti annunciato che, a partire dalla prossima settimana, verrà messa in commercio la Intel Compute Stick (STCK1A8LFC) equipaggiata con Ubuntu 14.04 LTS a 64-bit nei principali rivenditori online e al dettaglio. Il prezzo sarà di circa $ 110 (al cambio attuale e mantenendo il rapporto di cambio uguale senza aggiungere eventuali sovrattasse sono circa € 100).
Ecco la scheda tecnica


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2 luglio 2015

Linux Mint 17.2 "Cinnamon": la distro perfetta per l'utente alle prime armi

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Quale distribuzione consiglieresti ad un utente alle prime armi? Alzi la mano (o l'ala) il pinguino a cui non è mai stata fatta questa domanda.

Gestendo un blog mi arrivano via mail e sui canali social (a proposito, vi ricordo che Marco's Box è sia su Facebook che su Google+ quindi se volete potete iscrivervi alle relative pagine e aiutarmi a diffondere il verbo) diverse diverse richieste di aiuto e consigli, molti dei quali si riferiscono proprio a quale distro scegliere da affidare ad un novizio.

Nel corso degli anni ne ho provate tante, il mio HD ormai è abituato ad esser piallato almeno una volta alla settimana (e infatti il poveretto sta iniziando a dare segni di cedimento :D).

Al giorno d'oggi bene o male quasi tutte le distro offrono strumenti per semplificare la vita agli utenti ma poche in realtà sono davvero user centriche.

Fra user centriche troviamo distro come Ubuntu, openSUSE e Linux Mint. Di queste l'unica distro che mi sento di consigliare all'utente alle prime armi è senza ombra di dubbio Linux Mint nella sua edizione principale con Cinnamon.

Il mio desktop su Linux Mint 17.2 Cinnamon

I motivi di questa scelta sono vari, di seguito illustrerò alcuni dei punti salienti.

Il primo punto a vantaggio della distro è l'installer. Il processo di installazione è a prova di novizio e difficilmente ci si ritroverà a far cazzate. Durante il partizionamento e l'installazione del sistema, basterà seguire le semplici opzioni a video (hai capito Fedora? Prendi esempio!) e tutto andrà per il verso giusto.

Una volta completata l'installazione l'utente si troverà dinanzi ad un ambiente desktop tradizionale (alla Windows tanto per capirci), con già tutto quello che è necessario per poter iniziare a lavorare. Basta guardare la mia guida post installazione per Linux Mint 17 per capire che sono davvero pochi gli eventuali programmi aggiuntivi da installare, il default della distro offre infatti tutto quello che serve all'utente casalingo.

Il parco software è quello offerto da Ubuntu e si avvantaggia dei suoi repository e del sistema dei PPA (c'è un PPA praticamente per tutto) che consentono, ove nascano particolari esigenze per installare software nuovi o non presenti nei repository principali, di aggiungere il relativo PPA grazie al comodo tool integrato per la gestione degli aggiornamenti


La base Ubuntu è l'altro punto a favore della distro. A partire dalla release 17, Linux Mint ha deciso di basare i suoi rilasci semestrali sempre sulla stessa base Ubuntu LTS. Questo cambio di strategia consente al team di sviluppo di ridurre lo spreco di risorse e concentrarsi soltanto sullo sviluppo di Cinnamon e delle sue applicazioni collegate.
Le varie minor release semestrali sono in pratica delle ISO che contengono l'ultima versione del Kernel presente nel ramo LTS nonché le versioni aggiornate dei programmi.

Ma torniamo a parlare dell'ambiente desktop.
Cinnamon è pensato per offrire un modello di interazione uomo macchina in stile Windows. Non sarà necessario imparare nuove combinazioni di tasti per gestire il destkop, lanciare applicazioni o quant'altro. L'utente può gestire l'interfaccia grafica così come faceva su Windows. Abbiamo il nostro bel menu applicazioni richiamabile o cliccandoci su oppure premendo il tasto Windows.


Tutte le applicazioni sono divise per categorie ed è facile trovare quella che cerchiamo, in più possiamo cercale per nome.

Il pannello delle impostazioni di sistema è semplice ed intuito ed è possibile trovare subito quello che ci interessa con un semplice colpo d'occhio. Scordatevi dunque impostazioni di sistema troppo minimali (come GNOME) o troppo incasinati (come KDE). Qui è tutto in bella mostra e diviso per categorie.


Volete un esempio? Volete cambiare l'aspetto del sistema? Semplice, andate a Temi e in una sola schermata troverete tutto quello che vi serve per personalizzare il look di Linux Mint, ogni elemento è personalizzabile: bordi finestre, icone, tema generale, puntatori del mouse e tema di Cinnamon.


Tutto in una unica schermata, non dovrete girare qua e la per le impostazioni o peggio ancora installare tool esterni. In più ci sono alcune chicche, primo fra tutti il fatto che Linux Mint offre una serie di temi con diversi colori, in modo da poter andare incontro ai gusti della gente.
L'altra cosa interessane è la possibilità, in stile KDE, di scaricare i temi per Cinnamon direttamente dalle impostazioni di sistema. Linux Mint provvede infatti a raccogliere i temi su di un sito creato ad hoc.

Ma non soltanto la gestione dei temi è semplice, anche la gestione generale della distro segue lo stesso life motive, nelle impostazioni di sistema è tutto a portata di click.

Ma passiamo ora ad analizzare i tool per l'installazione dei programmi e l'aggiornamento della distro.
Per quanto riguarda l'installazione grafica delle applicazioni l'utente ha a disposizione il Gestore Applicazioni (aka mintInstall), tramite il quale potremo installare le nostre applicazioni preferite senza dover ricorrere al terminale.



Come potete vedere dallo screen il programma offre una interfaccia chiara e semplice. E volete sapere la cosa bella di mintInstall? Il programma è leggero (a differenza di quel pachiderma di Ubuntu Software Center) e l'installazione è sempre rapida e indolore (a differenza di Sofware).
Grazie al gestore di applicazioni è possibile installare anche alcuni programmi che normalmente non sono presenti nei repository di Ubuntu come ad esempio Opera.

Per quanto riguarda la gestione degli update di sistema il tutto passa per il Gestore Aggiornamenti, un piccolo applicativo che parte all'avvio del sistema. Il tool è leggero e non impatta minimamente sulle risorse. L'utente saprà sempre se ci sono aggiornamenti da installare grazie ad una piccola icona sempre presente nel pannello inferiore. Se tutto è ok e non c'è nulla da installare apparirà un baffo verde come in figura.


in caso contrario l'icona cambierà e vi verrà segnalato la presenza di aggiornamenti (nuova roba gratis per me)


Cliccandoci su si aprirà il tool vero e proprio e sarà possibile installare gli aggiornamenti proposti


Semplice non è vero?
Gli utenti più smaliziati possono usare mintUpdate anche per altre cose come l'installazione di Kernel più recenti (o più vecchi) o controllare la cronologia degli aggiornamenti in caso di problemi per scoprire l'untore.


Concludendo Linux Mint 17.2 offre all'utente medio tutto quello che una distro dovrebbe essere ovvero facilità di installazione, stabilità di sistema, semplicità di manutenzione, parco software preinstallato completo e un ambiente desktop confortevole da usare.
Se vogliamo dirla tutta l'unico appunto che si potrebbe fare è relativo al look della distro, ma questo è un problema di quasi tutti gli ambienti desktop che non riescono ad offrire un aspetto mediamente piacevole (a me ad esempio non piace il tema di default di Linux Mint e imposto sempre Mint-X-Acqua).
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