22 luglio 2014

Le alternative multi-core a Raspberry Pi


Nell'universo delle board ARM, Raspberry Pi ha conquistato una fetta importante di mercato ed ha fatto breccia nel cuore di hobbysti e makers, complice un prezzo alla portata di tutti e una solidissima community, sempre pronta a sfornare idee, accessori e piccoli hack per questa piccola board.
Alla modica cifra di 35€ si puó portare a casa un micro computer capace di eseguire alcune tra le piú importanti distribuzioni Linux e di interagire con altri componenti elettrici/elettronici per mezzo delle interfacce presenti, tra le quali citiamo le GPIO.
I maggiori limiti di questa scheda sono senza dubbio la CPU, caratterizzata dall'architettura (ormai un po' vetusta) ARMv6 con una frequenza di clock di 700MHz, e i 512 MB di RAM disponibile.
Per progetti ed impieghi poco avidi di risorse hardware (web server, file server di piccole dimensioni) questi requisiti sono piú che soddisfacenti, ma in caso di impieghi real-time o complessi (ad esempio, un sistema media center Full-HD, una piattaforma per videogiochi 3D, sistemi di videosorveglianza intelligenti), occorre passare a ben altro.

Le Alternative

Restando all'interno dei confini della definizione magica 'low cost', il mercato offre soluzioni multi-core interessanti ed in grado di soddisfare gli utenti piú esigenti. Le board di spicco sono le seguenti:
Queste 3 piattaforme hanno in comune la capacitá di eseguire sia Android, sia Linux in svariate declinazioni (ArchLinux, Ubuntu, Debian, Kali, XBMC,  Fedora, OpenWRT).
Per completezza, occorre dire che esistono anche altre soluzioni multi-core (tra cui le schede AllWinner - PandaBoard), ma la scelta è stata fatta considerando diversi fattori, tra cui il tipo di CPU, la disponibilità di risorse (software, guide, estensioni hardware), la community.
Nella tabella seguente vengono elencate le caratteristiche tecniche delle tre schede prese in considerazione in questa recensione:


Wandboard Quad ODroid-XU3 Radxa Rock
Prezzo (s.s. escluse) 129 € 133 € 99 €
CPU Freescale I.MX6 Quad Samsung Exynos5422 Rockchip RK3188
Tipo CPU ARM Cortex A9 ARM Cortex A15 + Cortex A7 ARM Cortex A9
Clock CPU 4x1.2 GHz 4x2.0 GHz (A15) + 4x1.6 GHz (A7) 4x1.6 GHz
RAM 2 GB 2 GB 2 GB
GPU Vivante GC 320/355/2000 Mali-T628 MP6 Mali400 MP4
Storage 2x microSD, 1x SATA 1x eMMC, 1x microSD 8GB NAND Flash, 1x microSD
Network WiFi, Bluetooth, Gigabit LAN Gigabit LAN WiFi, LAN, Bluetooth, IR

Il metodo di valutazione

Al fine di effettuare una valutazione più completa delle potenzialità di queste schede e sul loro reale impiego, è stata sviluppata una applicazione multi-thread (in C++) ad-hoc che effettua riconoscimento in tempo reale dello stato occupazionale di posti a sedere in ambienti interni (uffici, aule, treni) con una videocamera e di scambiare informazioni/modificare le impostazioni dell'algoritmo di tracking con un server centrale, attraverso l'impiego di websockets.

Setup

Le tre schede, a differenza della loro sorella minore (il Raspberry Pi, ndr), operano nel seguente modo: in assenza di software e firmware caricato direttamente sulle schede, occorre scaricare, compilare ed installare all'interno della memoria di massa l'uboot, un bootloader che permette il caricamento del kernel del sistema operativo ed inizializza le periferiche hardware; oltre all'uboot, occorre copiare all'interno della memoria di massa il kernel, i moduli del kernel e il filesystem relativo alla distribuzione Linux desiderata. Per quanto riguarda l'installazione di Android, la procedura è leggermente piú laboriosa, ma esistono giá alcune immagini disco giá pronte da poter essere impiegate, senza dover compilare i sorgenti da sé (ed evitare errori o tempi di attesa, talvolta biblici, in dipendenza del PC che si possiede).
Il sistema operativo scelto per la prova è Ubuntu 14.04 LTS Core, ovvero senza interfaccia grafica e con solamente i comandi *nix di base, al fine di poter ricavare il massimo delle performance dalla CPU.
Wandboard vs ODroid vs Radxa: dettaglio delle schede e dei sistemi di dissipazione

Wandboard Quad

La configurazione della Wandboard Quad è stata fatta seguendo la guida di Robert Nelson, molto dettagliata e sempre aggiornata.
Di base, la Wandboard Quad è in grado di eseguire il boot (e quindi uboot) solamente da microSD, mentre il filesystem puó esser copiato sia su microSD, sia su un disco USB, sia su un disco SATA, cambiando opportunamente i parametri da passare all'uboot, per mezzo del file uEnv.txt.
Esiste tuttavia un hack che permette di eseguire il boot direttamente da un disco SATA, ma richiede un saldatore e tanta precisione, ma invalida la garanzia della scheda stessa.
Il kernel utilizzato nella prova è il 3.14.6, del ramo mainline. Questo kernel non è ufficialmente supportato da Wandboard e da Freescale in generale (i kernel ufficiali sono il 3.0.35 ed il 3.10.7), ma è molto stabile e completo, grazie all'elevato numero di patch disponibili, rendendo di fatti questa scheda la più open di tutte.

ODroid-XU3

La configurazione di ODroid-XU3 è un po' laboriosa per via del kernel non proprio aggiornato (il 3.4) e di alcune restrizioni nella reperibilità dei driver closed di Samsung. Di fatti, questa scheda dual CPU in realtà utilizza una CPU per volta in ambiente Linux, per mancanza di firmware compatibili con uboot. Le due CPU vengono utilizzate insieme solamente in ambiente Android.
Il miglior setup ottenibile in ambiente Linux è mediante l'uso dell'immagine reperibile a questo link.
Di base, l'immagine contiene il file system di Ubuntu 13.10 ma è possibile eseguire l'aggiornamento da 'saucy' a 'trusty' modificando il file /etc/apt/sources.list.
ODroid-XU3 supporta sia le schede microSD, sia le piú veloci eMMC: attraverso appositi switch presenti sulla scheda, è possibile selezionare il tipo di boot desiderato.

Radxa Rock

Il team di Radxa definisce la scheda opensource, grazie alla disponibilità dei tool per la creazione di immagini custom. In realtà, Radxa, come tutti gli altri dispositivi Rockchip, soffre la mancanza di driver e moduli kernel open: l'unico kernel configurabile è il 3.0.36+ (è disponibile anche il 3.10, ma molte periferiche vitali non funzionano, tra cui HDMI, NAND Flash, WiFi, Bluetooth, il che lo rende inutilizzabile), che limita di molto la compatibilità con il nuovo hardware, soprattutto con le periferiche USB, quali le Webcam ad alta definizione: in questo caso, solamente un ristretto numero di webcam è compatibile con questa scheda, molte delle quali sono difficili da reperire in Italia ed Europa.
La configurazione della Radxa in sé risulta facile e rapida: il wiki contiene le istruzioni passo-passo per creare una immagine custom e i link ad immagini pre-realizzate. E' possibile configurare il sistema sia sulla NAND Flash interna, sia su una scheda microSD. Per motivi prestazionali, ovviamente la NAND Flash è preferibile.

I Risultati


Il vecchio detto 'più grande è, meglio è' vale anche in questo caso: il chip Exynos5422 (lo stesso del Samsung Galaxy S4, ma con frequenza di clock più alta) permette all'ODroid-XU3 di vincere a mani basse la prova di forza, mentre la Wandboard Quad, 'soffre' a causa della frequenza di clock inferiore, come rappresentato nel grafico:
Percentuale di utilizzo della CPU
Per rendere l'idea delle potenzialità di queste schede, il software è stato compilato ed eseguito su un Desktop PC con processore Intel Core2Quad da 2.6 GHz.
Dal punto di vista delle temperature operative, invece, il risultato è opposto a quello visto precedentemente: eseguendo il test ad una temperatura ambiente di circa 25°C, il Freescale I.MX6 della Wandboard, pur avendo una velocità di clock inferiore ed un sistema di dissipazione passivo, raggiunge temperature massime di picco intorno ai 45°C, mentre RadxaRock ed ODroid raggiungono facilmente i 60°C, complice l'assenza di un dissipatore (sulla Radxa) e la frequenza di clock elevata (su ODroid), fattore che può compromettere il funzionamento delle stesse schede in condizioni più estreme, tipo l'impiego in autoveicoli per sistemi infotainment.
Screenshot dell'applicativo: ODroid-XU3 raggiunge i 60°C nonostante il basso utilizzo della CPU

Conclusione

La scheda più performante, a parità di setup e di task eseguito, è la ODroid-XU3. Sicuramente, l'impossibilità di utilizzare la seconda CPU in ambiente Linux costituisce un freno alle prestazioni massime ottenibili da questa scheda low cost, ma siamo fiduciosi nel lavoro di porting del codice da Android a Linux. Dall'altro lato, la community risulta poco attiva a riguardo di questa nuova scheda, accolta quasi freddamente, forse anche a causa dell'elevato prezzo, rispetto ad altri modelli prodotti da HardKernel. Un altro fattore penalizzante per questa scheda, dal punto di vista di noi Europei è rappresentato dal costo di spedizione, non indifferente: la scheda viene prodotta nella Corea del Sud e le spese di spedizione più dogana raggiungono i 45€, da sommare ai 133€ della scheda stessa, più il costo di eventuali accessori (scheda eMMC, case, cavo seriale, cavo di alimentazione, adattatore WiFi).
Per giudizio personale, considero tuttavia la Wandboard Quad come la vincitrice morale della sfida, grazie al miglior bilanciamento prezzo-prestazioni-temperature-risorse: la CPU è una delle migliori in circolazione (è utilizzata nei sistemi car-infotainment di Audi e Mercedes) e gode del supporto da parte del kernel mainline e del progetto Yocto Linux, che di fatti la rende realmente flessibile e aderente alla filosofia open che accompagna lo spirito dei sistemi DoItYourself, alla base del successo di Raspberry Pi. In Europa, è disponibile presso presso FutureElectronics o DigiKey e quindi priva di eventuali sorprese e costi nascosti.
La scheda da evitare è la RadxaRock: lo scarso supporto a periferiche hardware, il kernel non aggiornato e la community praticamente inesistente rendono il prodotto poco flessibile e poco configurabile, nonostante la presenza di un'ottima memoria flash, che offre prestazioni di molto superiori a schede microSD di classe 10 e un prezzo accattivante di soli 99€.
Wandboard Quad: dettaglio del dissipatore passivo. La vincitrice morale del confronto.


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Uno sguardo al nuovo tema dell'installer di OpenSuse


OpenSuse 13.2 verrà rilasciata a Novembre e, come sempre accade in ambito software, i designer sono al lavoro per migliorare e ammodernare l'esperienza utente.

Con OpenSuse 13.2 questo si tradurrà in nuovo tema per l'installer grafico della distribuzione, che abbandonerà il nero in ragoine del verde, colore predominante della camaleontica distribuzione.

Ad un primo sguardo il tema potrebbe sembrare di chiara ispirazione redmondiana, ma i più attenti potranno notare come in realtà il tema si ispira a Numix.

Dalle immagini potete notare come ci sia stato anche un leggero ma significativo restyling, con (finalmente?) l'abbandono della sidebar a sinistra, conferendo all'installer un'interfaccia simile a quello offerto da Debian.

Ma lasciamo parlare le immagini.

Scelta della lingua, della tastiera e accettazione della licenza


Menu a tendina per la scelta della lingua
Partizionatore per utenti esperti

Installazione del sistema


*La fonte della notizia verrà messa a tempo debito, ci scusiamo per il disagio.
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Xiaomi Mi 4 presentato, scopriamolo insieme



POST IN AGGIORNAMENTO

Xiaomi ha finalmente svelato lo Xiaomi Mi 4, il suo nuovo top di gamma. Mentre vi sto scrivendo la conferenza stampa di presentazione è ancora in corso ma è già stata presentata la scheda tecnica di quello che sembra essere il nuovo terminale da battere.

Ecco la scheda tecnica del Mi 4:



  • Processore Qualcomm Snapdragon 801 quad-core 2.5GHz 
  • RAM da 3GB LP-DDR3 
  • Memoria interna con tagli da 16/64GB eMMC 5.0 
  • Display da 5 pollici 1080p Sharp / JDI OGS full lamination
  • Fotocamera posteriore da 13MP e fotocamera anteriore da 8MP della Sony stacked CMOS camera, registrazione video 4k
  • Batteria da 3080 mAh Lithium-ion polymer
  • MIUI v6 (basata su Android 4.4 KitKat)

Come potete vedere anche il Mi 4 segue la tendenza inaugurata da Cyanogen Inc con il suo OnePlus One e dota il suo device con ben 3GB di RAM.
Per non farci mancare nulla troviamo un processore quad core snapdragon 801 da 2,5 GHZ, fotocamera con ottiche Sony e display prodotto dalla Sharp.

Prezzi?
Finally we have prices for the Mi4 in China. RMB 1,999 (US $322) for the 16GB version, RMB 2,499 (US $400) for the 64GB Mi4. Same as the Mi3 price when it launched before it later got a price cut.
che tradotti in euro al cambio attuale corrispondono a circa  238.23 € per il modello da 16 GB297.82 € per il modello da 64 GB
Ovviamente per noi italiani vanno aggiunti i dovuti rincari connessi all'importazione.
Di seguito un interessante video che spiega il processo produttivo dello Xiaomi Mi 4



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21 luglio 2014

Le scuole pubbliche del Canton Ginevra passano a Ubuntu e LibreOffice


Buone nuove dal fronte pinguinizzazione dell'universo mondo in arrivo direttamente dalla Svizzera.



Il Canton Ginevra, il più occidentale dei Cantoni svizzeri il cui territorio è confinante con la Francia e avente come capoluogo Ginevra, sta passando a Ubuntu tutte le scuole pubbliche primarie e secondarie.
Attualmente il processo è stato completato in tutte e 170 le scuole pubbliche primarie (che raccoglie bambini dai 4 ai 12 anni) mentre la migrazione per le 20 scuole secondarie (per studenti dai 12 ai 15 anni) è prevista per il prossimo anno scolastico.

Tutte le scuole primarie di Ginevra hanno un PC in ogni classe che può essere utilizzato da insegnanti e studenti per accedere ad internet, inviare e-mail e utilizzare giochi e applicativi educativi. Questi PC sono stati configurati in modo tale da avere tre tipi di sessioni: una per il lavoro "amministrativo" del maestro, e due per ciascuna delle fasce di età dei bambini.
Alcune delle scuole secondarie hanno già uno o due laboratori di informatica che utilizzando un mix di PC: alcuni sono equipaggiati con Ubuntu, altri con sistemi operativi proprietari. La scelta di mantenere alcuni con sistemi operativi proprietari è dovuta alla necessità di poter utilizzare un software per l'apprendimento delle lingue che gira solo su Windows (forse non conoscono wine n.d.r.).

La migrazione ai sistemi operativi GNU/Linux è frutto di un lavoro iniziato nel 2011. Durante questo lasso di tempo si è proceduto a creare un inventario dei PC presenti nelle scuole e al contempo sono state trovate o create alternative per tutte le applicazioni da utilizzare. La lista completa delle applicazioni comprensiva di mini guida all'uso è reperibile all'indirizzo http://petit-bazar.unige.ch/guide-utilisation-ubuntu.pdf
Ovviamente, come in ogni piano di migrazione che si rispetti, sono stati organizzati dei corsi di formazione per gli insegnanti con strumenti online quali forum etc (questo mi ricorda la migrazione di Monaco di Baviera). Gli insegnati delle scuole secondarie sono poi altresì tenuti a fornire una introduzione al software libero e open source ai propri studenti.

Per quanto riguarda la parte office i responsabili della migrazione hanno scelto di affidarsi a LibreOffice. La migrazione a LibreOffice ha però causato alcuni inconvenienti sopratutto sotto il fronte interoperabilità con i documenti precedentemente creati con il software proprietario. Per aiutare la transizione il team ha raccomandato agli insegnati di installare LibreOffice anche nei loro PC casalinghi e di creare file in formato PDF per i documenti da stampare a scuola.

Un progetto davvero interessante, sia perché consente agli studenti di conoscere alternative libere aiutandoli a non farsi ingabbiare nella gabbia del software proprietario, sia perché è una migrazione che interessa un numero considerevole di alunni: nell'anno scolastico 2012/2013 sono stati ben 32.501 gli studenti delle scuole primarie ed 13.048 quelli nella fase obbligatoria della scuola secondaria.

Per maggiori informazioni
Joinup - Geneva class-rooms switching to free software (fonte della notizia)
Announcement on the use of free software in primary schools (in French)
Initial deployment plan of the Geneva State Department for Education
Video tutorials (in French)
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18 luglio 2014

Rilasciata Manjaro 0.8.10 Netbook Edition


Per la serie in casa Manjaro non sanno stare senza fare un rilascio a settimana ecco giungere Manjaro 0.8.10 Netbook Edition, la nuova versione alleggerita e personalizzata di Manjaro XFCE pensata per adattarsi al meglio sull'hardware dei netbook.

Manjaro 0.8.10 Netbook Edition viene rilasciata sia in versione i686 (per i sistemi a 32bit) e sia in versione x86_64 (per i sistemi a 64bit) ma il team raccomanda (ovviamente) di utilizzare la versione i686 che si adatta alla maggior parte dei netbook in circolazione.

Come ben saprete dai miei precedenti post a riguardo, la Netbook Edition di Manjaro si basa su una versione alleggerita e personalizzata di Xfce che include un pannello verticale con DockBarX (tramite un plug-in) e una versione modificata di Xfwm4 (il window manager di Xfce) basata su xfwm4-titless-dev con una ulteriore patch per mostrare le finestre massimizzate di default.


Come Kernel include una versione ottimizzata per gli Intel Atom (volendo potrete comunque installare la versione normale dopo aver installato il sistema).
Così come le altre versioni di Manjaro anche la Netbook Edition ha già con se i principali codec multimediali per riprodurre i principali formati audio e video direttamente out of the box senza dover installare nulla. In più  troviamo anche una versione modificata del plugin Flash che consente di riprodurre video in formato flash a tutto schermo e senza problemi anche su schede Intel GMA (950/3150/etc)

Infine troviamo il nuovo artwork Menda che abbiamo potuto apprezzare sulla main edition e LightDM come login manager.

Potete scaricare Manjaro 0.8.10 Netbook Edition al seguente indirizzo:
http://sourceforge.net/projects/manjarolinux/files/community/Netbook/2014.07/
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