È ancora sicuro usare Telegram? Sì, o meglio...



Il fondatore di Telegram è il russo Pavel Durov, fondatore anche del famoso social VK. Telegram LLC, la società che gestisce il tutto, ha sede a Dubai, quindi fuori dalla giurisdizione della Federazione Russa.

Uso Telegram da anni perché il client desktop era già disponibile all'epoca e ha molte altre funzionalità (sì, principalmente per divertimento), ma a livello di sicurezza e cifratura com’è messo rispetto agli altri?

Un annetto fa ne ho parlato in un post su Linkedin che vi riassumo brevemente.

Ricordiamo che per sicurezza si intende la capacità di impedire l'accesso alle informazioni da parte di un utente non autorizzato; mentre per privacy si intende cosa e come le nostre informazioni personali vengono gestite da una terza parte, in questo caso è la società che ci fornisce il servizio di chat.

Con WhatsApp abbiamo un buon compromesso; tutte le chat sono crittografate per impostazione predefinita end-to-end, significa che a parte il mittente e i destinatari, nessuno può leggere la tua conversazione.





Al contrario invece di quello che pensavano in molti, Telegram ha un grado di sicurezza inferiore: le chat singole e di gruppo non sono crittografate (ricorda che le informazioni viaggiano comunque attraverso un canale sicuro, non è che sto urlando i miei affari nel centro di una piazza affollata). L'unico modo per avere una chat crittografata è crearne una segreta, questa funzione è disponibile però solo per chat singole.

Il resto dei messaggi viene immagazzinato in chiaro sui server dell’azienda quindi, teoricamente, ci si può accedere.

Ma poiché Telegram è vietato in alcuni paesi con... lasciatemi dire... un approccio flessibile alla privacy dei cittadini, sento di potermi fidare per chattare con i miei amici.

Qualora la sicurezza fosse la priorità assoluta, forse meglio usare qualche altra applicazione tipo WhatsApp, Signal, oppure Briar. Quest’ultima menzionata sempre più spesso per la possibilità di funzionare senza internet visto il conflitto in Ucraina.

Per un approfondimento sui rapporti tra il fondatore di Telegram, il russo Pavel Durov, vi rimando all’articolo di Paolo Attivissimo, mentre il mio articolo completo sulle app di messaggistica lo trovate suLinkedin.

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