28 novembre 2012

Video: Fork e derivate, un male o un valore aggiunto di Linux?




Questo post, con relativo video, va ad aggiungere un ulteriore aspetto al mio vecchio post Diffusione di GNU/Linux: di chi è la colpa?, un aspetto che in prima battuta non era stato considerato nella giusta importanza (avevo parlato solamente di Frammentazione lato distro) ovvero l'argomento Fork e derivate.

Fork

Di fork ne esistono di tutti i tipi, si forkano player musicali, un esempio è Clementine che altri non è che il fork di Amarok 1.4 nato a seguito delle novità introdotte in Amarok 2,  si forkano suite di produttività come nel caso di Libreoffice che è un fork di OpenOffice.org.
Si arriva perfino a forkare interi desktop come nel caso di MATE, il fork di GNOME 2 nato in seno alla comunità Archlinux (e poi adottato da Linux Mint) oppure a forkare parti di desktop come nel caso di Cinnamon che altro non è che fork di  GNOME Shell. Altro fork di intero desktop meno famoso ma che va comunque ricordato è Trinity, il fork di KDE 3.5 (fork che però non ha avuto un grande successo).

Non tutti i fork nascono però da esigenze reali e vantaggiose ma spesso vengono portati avanti (a mio modo di vedere) per futili motivi. Un esempio è il caso di MATE i cui sviluppatori potrebbero dare una mano allo sviluppo di Xfce che fra i DE che godono di buona fama e salute è quello che più si avvicina al paradigma di desktop del caro e vecchio GNOME 2.

Derivate

Delle derivate si potrebbe invece parlare per ore. La più nota è senza ombra di dubbio è Ubuntu che è non è altro che una derivata di Debian. A sua volta da Ubuntu sono nate una serie infinita di derivate più o meno famose, due su tutte Linux Mint e eOS. La prima in particolare era, in passato, una Ubuntu riempita di programmi e il suo sviluppo è stato a lungo di dubbia utilità. Ora le cose sono in parte cambiante dopo l'arrivo di Cinnamon (che è nato in seno a Linux Mint) anche se, per chi ha provato Linux Mint 13 e Linux Mint 14 l'unico valore aggiunto resta Cinnamon che però è facilemente installabile anche su Ubuntu e godere dunque della stessa esperienza utente. Se fossimo nel mondo Android potremmo paragonare Cinnamon ad un launcher alternativo.
Insomma, spesso e volentieri le derivate si trasformano in versioni delle distro madri a cui è stato cambiato un tema o aggiunto qualche programma e non vere distro di cui se ne sentiva il reale bisogno.

Conclusioni

Si tratta dunque in entrambi i casi (sia per i fork che per le derivate) di lavoro spesso inutile (ci sono alcune eccezioni come Clementine) e di energie che potrebbero essere impiegate diversamente, magari per arricchire gli stessi programmi di origine o le distro madri.

Alcuni però potrebbero non pensarla così, ci sono molti che sostengono infatti che questo è il vero valore aggiunto di Linux, perché ad esempio una idea scartata inizialmente potrebbe essere la scelta migliore se diversamente implementata.

E voi cosa ne pensate? Fork e derivate sono il male di Linux o sono un valore aggiunto? A voi la parola.

11 commenti:

  1. Non è vero, Mint non ha la lens Amazon! :troll:

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  2. Fork, derivate...Effettivamente nel mondo GNU/linux di queste pratiche si fa un abuso vero e proprio...dando vita a copie inutili...E'legittima la nascita di libreoffice, in tal caso Oracle l'avrebbe potuta fare grossa...Sono comprensibili alcune derivate, come ubuntu...tuttavia se mancano i requisiti della novita, originalità, creatività, ci stiamo solo perdendo in un bicchiere d'acqua... O forse sarebbe meglio parlare di guerra tra poveri...considerando anche il numero degli utenti GNU/Linux. Saluti. Luigi :)

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  3. @Stefano s

    E infatti si perdono le ricerche imbarazzanti :D

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  4. @Bit3Lux

    Sai cosa, su LibreOffice con il senno di poi dopo l'entusiasmo iniziale mi sono ricreduto. LibreOffice continua ad avere problemi di importazione anche con file creati con le sue vecchie versioni, il che per un utente avanzato è un grave problema. Dovrebbero investire maggiormente su questi dettagli, altrimenti il fork è inutile se non riesce nemmeno ad eguagliare la stabilità della madre.

    PS: grazie per aver commentato e muoviti a sbarcare su Google+ che ho tanti linari da presentarti :P

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  5. Senti Marco, questo è un argomento stra-discusso in rete, ma tu sei libero si scrivere articoli su ciò che ti pare, così come anche gli sviluppatori sono liberi di fare quello che li pare. Io non sopporto che tu che non sei uno sviluppatore (almeno così sembra) ti metta a criticare il lavoro degli altri, sentenziando addirittura che MATE è inutile e che sarebbe stato meglio pensare a XFCE, quando magari non hai mai implementato le librerie GTK in un programma. Utilizzi tantissimo i software open source e invece di essere grato alla comunità ti metti a scrivere opinioni come se a qualcuno importasse che tu trovi inutile quello o quell'altro fork. Sei un utente come tanti altri, ci sono un'infinità di utenti che sono d'accordo con te, ce ne sono altrettanti con a loro volta infinite opinioni su questo e quello, ma chiaramente uno sviluppatore che scrive per passione non mira certo a soddisfare tutti, è impossibile, visto che c'è chi la pensa in modo opposto, quindi, cosa cerchi di fare con questo articolo? Certamente non servirà ad indurre qualche sviluppatore a supportare XFCE invece di MATE, solo perché glielo dici tu. Tu hai perso tempo a scrivere un articolo su cose sentite e risentite, cosa c'è di diverso in te da quello sviluppatore che vuole spendere il suo tempo puntando ancora su GNOME 2 attraverso MATE piuttosto che su XFCE?

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  6. @Alessandro Longo

    Non hai colto lo spirito del post :P
    Il tutto è stato scritto e registrato in maniera volutamente provocatoria per tentare di aprire un dibattito fra i miei lettori e non sull'argomento fork e derivate. Spesso mi è capito di leggere gente che si lamentava (su google+ e sui vari forum) dell'elevata frammentazione del mondo gnu/linux e fra questi molti si lamentano di MATE come di un DE non necessario, opinione che nel mio piccolo condivido (perché ancora non ho capito la finalità del progetto).
    Tutto qui :)

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  7. Complimenti per la sincerità che trapela dal video, resta nella filosofia di "libertà" anche quella di "sprecare risorse" in cose che magari non sono di massa, ma posso dirti che linux si sta facendo molta strada anche per fork e derivate, alla fine l'importante è che si usi e si diffonda!

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  8. Sono completamente d'accordo con te, io non sono contrario a fork e derivate, se queste poi si evolvono in qualcosa di diverso e speciale, ma a quelle miriadi di distribuzioni che non sono altro che una distro con un tema, DE ecc. diverso dall'originale. Quelle sono l'INUTILI, altre invece spronano e migliorano quelle su cui sono basate, l'esempio più lampante ora è Ubuntu che con un DE suo, una sua community ecc. ha creato un ecosistema diverso da Debian, ma l'esempio più ecclatante è SUSE, questa è una derivata di Slackware che ha preso una via talmente lontana e diversa dalla distro madre che ora è indipendente e non ha legami con quest'ultima.

    Io uso Chakra, molti pensano che sia Arch con KDE e un installer grafico, ma non è così, anche qui si sta avendo una scissione da Arch tanto che (quando sarà stabile) avrà un proprio gestore dei pacchetti (ciao pacman) una propria interfaccia per gestirli ecc. diventando di fatto una distribuzione a se stante. i progetti mirati a migliorare quelli su cui sono basati sono la linfa di linux, sia per le distro che per i programmi, ma quelli che invece cambiano logo e poco altro posso anche morire domani per quello che mi interessa. Linux diventerà veramente utilizzato quando rimarranno poche distribuzioni su cui contare, e non migliaia come ora.

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  9. @G dj

    Concordo sul fatto che basta che si diffonda :)

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  10. @Stardust_95

    Io con Chakra ci ho litigato causa hardware che non sarà più supportato (anche se da un mesetto ho preso un nuovo portatile che però non ho ancora linuxizzato causa uso lavorativo).
    Non ho citato infatti Chakra fra le derivate non necessarie proprio perché, nel bene e nel male, sta camminando con le sue gambe e vuole portare qualcosa di completamente nuovo distaccandosi completamente dalla distro madre.

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  11. Condivido il pensiero espresso da Marco... diciamocelo, viva la libertà, fa parte del mondo linux è ne appunto un punto di forza, ma cavolo, vedere distro come Pear OS, Mint KDE o le centinaia di Ubuntu con colore diverso o chrome al posto di firefox, fa per forza pensare che vi sia uno spreco di risorse inutili... Sui DE, condivido il discorso fatto su MATE, e ci aggiungerei anche Razor QT (KDE senza effetti grafici rende molto di più, ed il principio di razor qt era proprio quello di simulare un kde leggero)... Inutile dire che il parere di un utente utilizzatore conta tanto quanto quello di un programmatore, ecco perchè alla fin fine, la distro più usata è sempre Ubuntu... Un felice (dopo varie peripezie xD)utilizzatore di Chakra :)

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