23 febbraio 2012

Ubuntu per Android: Ma a che serve?



Avevo deciso nei giorni scorsi di non parlare della grande rivoluzione di Canonical, pubblicizzata a destra e a manca dai vari blog come la quadratura del cerchio, ovvero Ubuntu per Android.
Per chi ancora non sapesse di cosa sto parlando (cosa impossibile, era ovunque), Ubuntu per Android non è altro che una versione alleggerita e modificata di Ubuntu e distribuita sotto forma di applicazione (non è un sistema vero e proprio ma si interfaccia ad Android grazie al fatto di poter accedere direttamente al kernel) atta a girare su alcuni smartphone.
Ho detto alcuni perché stando alle specifiche richieste l'applicazione non è per tutti gli smartphone visti i requisiti hardware:
  • Dual-core 1GHz CPU
  • Video acceleration: shared kernel driver with associated X driver; Open GL, ES/EGL
  • Storage: 2GB for OS disk image
  • HDMI: video out with secondary frame buffer device
  • USB host mode
  • 512 MB RAM
Come funziona in soldoni?
Una volta lanciato Ubuntu for Android bisogna collegare lo smartphone ad una docking station perché per funzionare ha bisogno comunque di un monitor, una tastiera ed un mouse.
L'unico vantaggio offerto da questa soluzione è che potrete usare sul monitor del PC alcune applicazioni come Chromium, VLC, Thunderbird più altre applicazioni non mainstream che potete vedere dallo screen allegato


Il problema è che sarete sempre limitati dalla potenza del vostro smartphone oltre che dall'accesso fisico alla docking station, di un monitor, di un mouse e di una tastiera.
Il video che segue mostra Ubuntu per Android in azione



Ora la domanda sorge spontanea. Si è bello, fa figo dire guarda, col cel posso andare sul web da PC, basta solo collegarlo ad una docking station collegata ad un monitor, una tastiera ed un mouse (chi non se le porta sempre appresso?)
Ma a che serve? Se voglio sugli ultimi smartphone posso usare un semplice cavo HDMI e collegare il tutto alla propria TV di casa e guardare ugualmente video in HD, video su Youtube e navigare.

A chi dice, e ma così ho applicazioni speciali. Ma perché avete bisogno di VLC per vedere un video sul vostro smartphone android?

Alcuni (già sentiti) diranno: e ma nessuno aveva mai pensato ad una soluzione simile in modo da collegare il proprio device a monitor tastiera e mouse.

Sbagliato! Forse qualcuno si sarà dimenticato di un dispositivo Android già presente sul mercato da un pò di tempo che si chiama Motorola Atrix e che, grazie alla docking station appositamente realizzata da Motorola, può essere collegato al monitor del proprio pc per navigare in internet con applicazioni dedicate, nel suo caso addirittura con Mozilla Firefox.
Ecco un video di Motorola Atrix collegato alla docking station



Addirittura Motorola si era spinta oltre e come avrete potuto vedere dal precedente video è addirittura possibile collegare il Motorla Atrix ad un notebook (naturalmente è un accessorio non ve lo danno gratis) per trasformare lo smartphone in un laptop.

Ora la domanda nasce spontanea. Ma a che serve Ubuntu per Android?
Ricapitolando, per avere Ubuntu for Android bisogna avere uno smartphone supportato, una docking station da comprare a parte come accessorio e per poterlo utilizzare dovrete avere accesso ad una tastiera fisica, un monitor ed un mouse. Il tutto per poter utilizzare Chromium (fate conto che comunque a partire da ICS è stato rilasciato Google Chrome per Android), VLC e Thunderbird. Il resto delle applicazioni sono infatti superflue in quanto potete usare le app del vostro smartphone.
Alla fine poi, se proprio avete accesso ad un computer fisico (vi serve la tastiera, il mouse e il monitor) usate quello non lo smartphone.
Non è che Canonical lo sta facendo solo per far conoscere Ubuntu TV?

Aggiornamento: A quanto pare Android Jelly Bean, la nuova versione che verrà rilasciata questa estate potrebbe integrare la modalità desktop collegando lo smartphone ad una dock. La notizia è stata riportata da Nexus Lab nell'articolo Android Jelly Bean: OS Desktop collegandolo ad una dock?
Questa notizia, se confermata, andrebbe ulteriormente a discapito della "novità" di casa Canonical.

10 commenti:

  1. Non è un'app, è un sistema completo di aptitude e synaptics.

    Le applicazioni di default potranno essere inutili, ma ne puoi scaricare altre con aptitude. Quindi puoi avere gedit, gimp, avidemux, abiword e gnumeric (senza spingersi a libreoffice che sarebbe troppo pesante), ma anche tutti i tool a riga di comando, compresi compilatori e simili.

    Sfrutta tutta la risoluzione della TV (1920x1080) o del monitor (anche 2560x1600 o vattelapesca), mentre Android (per ora) è limitato a replicare la stessa risoluzione del cellulare.

    Non serve portarsi in giro la roba: è pensato per uso professionale: tieni una basetta in ufficio e una a casa, stacchi il cel da una parte e lo riattacchi dall'altra e ti trovi lo stesso ambiente con le stesse applicazioni aperte e pronte.
    Porti in giro solo il cellulare.

    Puoi usare lo stesso dock dell'Atrix, quindi anche il notebook del video (mi pare che il cel per la demo sia proprio un Atrix).

    Purtroppo le app Android per PRODURRE contenuti sono ancora molto scarse, a differenze di quelle per CONSUMARLI, che in alcuni casi sono più avanzate di quelle per Linux desktop.

    A differenze dall'Atrix, questo è un sistema completo, non solo un browser alla ChromeOS. C'è da dire che la community aveva già scardinato l'Atrix e sostituito il suo "desktop mode" con una Debian completa. Probabilmente l'idea a Ubuntu arriva da lì.

    Bye.

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  2. Mi sembra che tu abbia una visione alquanto limitata se ritieni inutile una cosa del genere..
    ci possono essere centinaia di utilizzi, magari a te non ne interessa nessuno, ma ad altri (ad esempio me) sicuramente si.

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  3. A dire il vero è proprio una App pompata. Per essere un sistema operativo a se stante dovrebbe riavviare il sistema ed eseguirsi da solo. Ora come ora sembra un sistema virtualizzato o qualcosa di simile che può accedere al kernel.

    Both Ubuntu and Android run at the same time on the device, without the need to reboot. This is possible because both Ubuntu and Android share the same kernel (Linux).

    I programmi devono essere poi ricompilati per AMR per poter girare, non penso tu ci possa installare un programma per i386.

    L'idea è bella (ma copiata) ma quello che mi fa dubitare del successo è dato dai limiti attuali. Cioè se devo lavorare e produrre seriamente, se non voglio usare due PC, uno al lavoro l'altro a casa, posso usare un notebook e passa la paura. Ho potenza e applicazioni professionali già a portata di mano. Anche perché poi, se per professionali consideriamo applicazioni di foto editing, video editing etc be non posso usare (per ora) di certo applicazioni per GNU/Linux (sad but true). O no?

    Può essere al massimo considerato come un di più da affiancare ad un PC vero e proprio ma non un dispositivo unico.

    Ho aggiunto comunque al post un link ad un rumors su Android Jelly Bean che a quanto pare potrebbe integrare già da se la modalità desktop.

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  4. @Anonimo

    Come ho scritto nel post di su per applicazioni professionali non è di certo la soluzione definitiva.

    Io poi non so voi, ma per professione uso cad, fogli di calcolo, stampante etc. Posso farlo anche con Ubuntu per Android?

    Qual'è il campo di utilizzo professionale che suggerisci e che ritieni possa essere soddisfatto da Ubuntu per Android?
    Sinceramente è da ieri che faccio questa domanda a chi mi dice questa cosa ma nessuno mi ha ancora risposto. Dicono solo, in un futuro ci sarà un unico device da portare con se, ma nessuno mi dice ora ci faccio questo di produttivo.

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  5. tieni con che per adesso è un progetto, e non c'è nulla di definitivo.
    Inoltre alla velocità con cui stanno crescendo le possibilità dell'hardware per smartphone direi che al massimo in un paio d'anni i pc tradizionali potrebbero essere benissimo sostituiti completamente da uno smartphone + dock.
    Anche solo la comodità di potersi portare dietro un piccolo cellulare anzichè un pesante/ingombrante portatile...
    E comunque non puoi paragonare un SO completo come ubuntu a un SO come android. Sono su due piani completamente diversi come è giusto che sia.
    E poterli avere insieme sullo stesso device è comodità inimmaginabile.
    ma soprattutto... tu utilizzi ubuntu? quotidianamente intendo.

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  6. Non è un'app, non è emulato, né altra roba del genere, semplicemente chroota le cose che servono a Ubuntu. Infatti gira sul kernel di Android (non "accede", usa!).

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  7. (Sono quello del primo commento).
    Non so effettivamente come giri "sotto", ma le CPU ARM recenti hanno un layer di virtualizzazione hardware esattamente come i processori Intel e AMD recenti.
    E il kernel Linux ha diverse architetture di virtualizzazione integrate (tipo KVM). Secondo me questa Ubuntu sfrutta proprio KVM per avere lo stesso kernel ma due userspace diversi.

    Per quanto riguarda gli usi, nel mio piccolo orticello di programmatore web potrei farci girare gedit/geany (o anceh eclipse, con un quadcore e 2-4 GB di RAM), firefox/chrome, postgresql/mysql/mongodb, apache+php, git/svn.
    Se sei uno scrittore (di libri, di articoli, ecc.) abiword ci vola (lo usavo sullo Zaurus da 400 MHz con 64 MB di RAM...). Idem per gnumeric se ti serve uno spreadsheet. Entrambi hanno molte più funzioni di tutte le app "office" disponibili su Android.
    Gimp non è photoshop, ma per il 90% degli usi (escludendo la grafica per stampa, che richiede quadricromia ma soprattutto vagonate di RAM) è più che sufficiente.
    Ci sono diverse applicazioni per la piccola contabilità (flussi di cassa/banca, gestione magazzino, fatturazione, ecc.).

    Tra l'altro "l'hard disk" (le flash memory) sono condivise con Android, quindi se per caso ti serve leggere un documento o vedere un'immagine editati da Linux, lo puoi fare anche senza la basetta.

    Insomma, gli usi sono infiniti, e la portabilità dell'ambiente fa il resto.

    Bye.

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  8. @Anonimo

    Io questo l'ho capito, ma si parla di un futuro prossimo in cui gli smartphone saranno paragonabili ai pc tradizionali. Ora non è così.

    La comodità del portatile sta nel fatto che si ha a disposizione hardware potente per poter eseguire applicazioni professionali senza aver problemi.

    Io ripeto, ora come ora a che vantaggio porta? Dico ora, non nel futuro quando i device saranno evoluti. Lo so anche io che i device mobili si stanno evolvendo sempre più rapidamente. Però a maggior ragione si potrebbe spingere per un sistema operativo mobile nativo.

    Per quanto riguarda le voci su Android penso che si riferiscano ad una modalità desktop evoluta, non penso si limiteranno ad una interfaccia Android evoluta. Altrimenti tanto vale far evolvere l'interfaccia standard di Android attuale, o no?

    Io utilizzo Kubuntu per l'uso domestico ovvero navigazione, chat, fare ricerca, qualche foglio di calcolo e word processing. Però per il lavoro devo per forza di cose rivolgermi ad altro visto che attualmente il mondo GNU/Linux non offre grandi soluzioni per il mio ambito di studi/lavorativo. In passato ho anche fatto una mia piccola analisi sulla diffusione di GNU/Linux http://marcosbox.blogspot.com/2011/12/diffusione-di-gnulinux-di-chi-e-la.html

    Circa poi la diffusione del PC tradizionale ci sarebbe da fare una parentesi. http://marcosbox.blogspot.com/2012/01/cory-doctorow-la-guerra-contro-i.html

    Una delle cose che contesto con questo articolo provocatorio (se non si era capito) era l'entusiasmo di chi leggendo la notizia ha detto: Bruciamo i pc, ora possiamo avere Ubuntu sul cellulare, chi ha più bisogno dei pc?

    @Unknown

    Grazie per la risposta, in pratica pensi quello che penso anche io, cioè che è in definitiva una specie di emulazione, giusto? (su queste cose ammetto la mia ignoranza)

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  9. @shiba89

    Se chrootasse allora sarebbe possibile installarlo solo su device rootati, quindi non è così.

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  10. In realtà a pensarci bene è android stesso a non essere altro che un'applicazione che gira su un kernel linux. Assieme all' "applicazione android", perchè non far girare "il resto" di una distribuzione Linux completa ? Ubuntu for Android non sarà "emulato", girerà nativamente e il fatto che non sia "dual boot" è dovuto alla flessibilità di Gnu/Linux.

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