22 giugno 2015

Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre fiscale 2016


Red Hat annuncia i risultati finanziari del primo trimestre fiscale 2016

Fatturato trimestrale a $481 milioni, +14% rispetto all’anno precedente
Fatturato derivante dalle sottoscrizioni a $425 milioni, +14% rispetto all’anno passato
Flusso di cassa operativo a $209 milioni, in aumento del 27% anno su anno

Milano, 22 giugno 2015 - Red Hat, Inc. (NYSE: RHT), leader mondiale nella fornitura di soluzioni open source, ha annunciato i risultati finanziari relativi al primo trimestre dell’anno fiscale 2016, terminato il 31 maggio 2015.

Il fatturato totale del trimestre è stato di $481 milioni, in aumento del 14% rispetto al trimestre corrispondente dello scorso anno, o del 22% se considerato a valuta costante. Il fatturato legato alle sottoscrizioni è stato di $425 milioni, in crescita del 14% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, o del 23% se considerato a valuta costante. Il fatturato complessivo di questo primo trimestre fiscale 2016 include la somma aggiuntiva di $5 milioni derivanti dalle sottoscrizioni ottenute dai Certified Cloud Provider (CCP) di Red Hat. Questo aggiustamento deriva da un cambiamento nella nostra capacità di stimare il fatturato derivante dal programma CCP.

“L’ottimo avvio del nostro anno fiscale 2016 è reso evidente da una crescita del fatturato a valuta costante superiore al 20%”, spiega Jim Whitehurst, President e CEO di Red Hat. “Questa forte crescita riflette in parte la domanda delle nostre tecnologie di open hybrid cloud, in quattro aree fondamentali: implementazioni bare metal, di virtualizzazione, private cloud e public cloud. Il portfolio tecnologico di Red Hat diventa sempre più strategico per le aziende clienti che intendono estendere potenzialità ed agilità per creare ed implementare applicazioni in questo diverse aree del data center”.

“Abbiamo raggiunto per il Q1 risultati che hanno superato le nostre migliori aspettative in termini di fatturato totale, margine operativo non-GAAP e utile per azione non-GAAP, già prima dell’aggiustamento che ha aggiunto altri $5 milioni di fatturato proveniente dal programma CCP, aggiunge Charlie Peters, Executive Vice President e CFO di Red Hat.
L’utile d’esercizio GAAP per il primo trimestre è stato di $71 milioni, in salita del 39% rispetto all’anno scorso. Dopo compensazioni azionarie e ammortamenti e costi di transazione relativi a combinazioni di business, l’utile d’esercizio non-GAAP per il trimestre è stato di $113 milioni, in crescita del 28% rispetto all’anno precedente. Nel primo trimestre, il margine operativo GAAP è stato del 14,7%, il margine operativo non-GAAP del 23,6%.

L’utile netto GAAP per il trimestre è stato di $48 milioni, pari a $0,26 per azione, rispetto ai $38 milioni, pari a $0,20 per azione, registrati nel trimestre precedente. L’utile netto compensato non-GAAP per il trimestre è stato di $81 milioni, pari a $0,44 per azione, dopo compensazioni azionarie e ammortamenti. Questo dato si rapporta a un utile netto compensato non-GAAP di $64 milioni, pari a $0,34 per azione, registrati nello stesso trimestre dell’anno passato.

Il flusso di cassa operativo ha raggiunto i $209 milioni nel trimestre, in aumento del 27% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. Alla fine del trimestre, l’azienda contava su un fatturato differito di $1,44 miliardi, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente. Tra contanti ed investimenti convertibili, l’azienda vantava al 31 maggio 2015 una liquidità di $1,97 miliardi.

2 commenti:

  1. Massimiliano Mastroleo22 giugno 2015 13:14

    Salve, so che il post è vecchio, ma volevo solo esprimere il mio parere. Sono anche io un geometra con la passione dell'informatica e ormai uso esclusivamente linux da 3 anni. Potrei fare qualunque cosa con linux, tra l'altro ci sono ormai ottimi CAD anche a pagamento, se non ci fosse un muro posto dai programmi della Sogei. Muro che non ha motivo di esistere, visto che si tratta di un'azienda pubblica, che avrebbe il dovere morale di non obbligare ad usare una piattaforma, piuttosto che un'altra. I mezzi di oggi permettono di fare programmi multipiattaforma, con poca differenza. E inoltre credo che dovrebbe rendere pubbliche le API di interfacciamento. Ma tant'è, nulla è cambiato e nulla cambia e sono obbligato ad avere Win virtualizzato.

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  2. Marco Giannini22 giugno 2015 16:26

    e penso nulla cambierà vista l'attenzione che ci mettono in queste cose :(

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