Kinect for Windows V2 su Linux: la prova

Solo un giorno fa mi è stata recapitata una nuova Microsoft Kinect for Windows V2 fiammante, ovvero il sensore RGBD low-cost (a 199€) piú performante del momento.

Kinect for Windows V2

Questo nuovo dispositivo è dotato di una videocamera RGB con risoluzione massima di 1920x1080 pixel (full HD) a 30Hz, ed un sensore IR attivo con tecnologia Time-of-Flight (TOF - o nell'italianizzatissimo 'tempo di volo', ndr) da 512x424 pixel che ne consente il funzionamento anche in condizioni di bassa illuminazione, oltre ad un array di 4 microfoni, per il riconoscimento vocale.
Il sensore funziona solamente su specifici controller USB3.0, tra cui NEC e Intel  HCI 8 (generalmente presente su schede madri che supportano CPU Haswell).

Stando a quanto riporta Microsoft, questo sensore riesce a riconoscere la posizione, i movimenti e la voce di ogni singola persona (fino a 6), con un incremento delle prestazioni, in termini di fedeltá, di 3 volte superiore rispetto al modello precedente. Inoltre, lo Standard Development Kit 2.0 per Windows consente di rilevare 25 articolazioni, il battito cardiaco e l'espressione facciale di ogni utente.

Tutto questo è fantastico per chi usa Windows. Ma per Linux?

Su Linux, dimenticate la possibilitá (almeno per ora) di poter tracciare i gesti e i movimenti di una persona. Finora, l'unica nota positiva è data dall'esistenza della libreria libfreenect2, ancora in uno stato embrionale (le API non sono definitive), ma che funziona egregiamente, a patto di aver a disposizione un computer con un controller USB 3.0 supportato da libusb e una scheda grafica discreta, meglio se Nvidia, per via del rendering eseguito usando i fragment shaders e i vertex shaders in OpenGL.

Questo è l'output di libfreenect2 (testato su Manjaro Linux con kernel 3.14.15), una volta eseguito:

Rendering in OpenGL dei dati provenienti dalla Kinect V2
Da notare, in alto a sx, i dati acquisiti via IR.
Sicuramente il progetto libfreenect2 continuerá a crescere, complice la crescente diffusione del sensore stesso (solo da poco è possibile acquistarne uno), consentendo anche a noi pinguini di poter lavorare/giocare con questa tecnologia.

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