Linux non per tutti: Il caso Chakra Linux

Prosegue la rubrica "Linux non per tutti" inaugurata qualche tempo fa con il post Linux non per tutti: il caso Arch Linux.

Questa volta la protagonista è Chakra Linux, la popolare distro figlia di Arch Linux che tanti utenti aveva appassionato e traghettato nel corso dello scorso anno.

La mission di Chakra era quella di fornire una distro KDE centrica improntata sul modello KISS della mamma Arch Linux fornendo altresì alcuni strumenti per facilitare l'installazione del sistema nonché la gestione dei pacchetti.
Essendo gli autori di Chakra Linux particolarmente allergici (per non dire parole peggiori di carattere religioso o storicamente inopportuni) alle GTK+ hanno anche realizzato, per la loro distro, un sistema chiamato Bundle che consente di avere alcune applicazioni GTK+ (vedasi Firefox, si avete capito bene, hanno relegato Firefox in un bundle!!!!!!) senza portarsi dietro nulla di GTK. Basta lanciare il bundle e stop. I Bundle sono in definitiva dei filesystem compressi, come un file immagine ISO, con tutti i file necessari per avviare l'applicazione. Che poi questo in alcuni casi crei problemi è un altro paio di maniche (vedasi problemi con la stampa in Chrome).

Ad alcuni era piaciuta questa opportunità di avere una distro KDE centrica relativamente facile da manuntere e con un ciclo di rilasci semi rolling.
Insomma c'era gente che vedeva in Chakra l'Ubuntu di Debian pronta a portare KDE e Arch la dove nessuno era mai giunto prima.

Ora, come ben sapete è successo il fattaccio. Il team di Chakra ha deciso di abbandonare il supporto ai processori i686 ovvero ai processori a 32bit. Il motivo vero è che non c'erano abbastanza sviluppatori (da quel che ho capito ne son in 3) per mantenere i pacchetti per questa architettura.

Così, da un giorno all'altro, con la scusa di continuare ad offrire una distro moderna e di qualità (leggetevi l'annuncio ufficiale) si è decisi di dare il ben servito ai propri utenti 32bit, sia quelli che avevano installato la versione a 32 bit sul proprio pc spontaneamente nonostante avessero macchine con supporto ai 64 bit (per compatibilità con alcuni programmi e problemi di RAM inferiore ai 4 Gb), sia per quegli utenti (i più sfortunati) che avevano una macchina a 32 bit.

La penuria di sviluppatori ha fatto si di andare contro ad uno dei principi fondamenti del mondo GNU/Linux ovvero garantire una retro compatibilità hardware rendendo Chakra una distro non per tutti.
Come i miei lettori sapranno in passato ho sponsorizzato questa distro (seppur non usandola) a tal punto da posizionare nel blog un banner, banner ora rimosso, perché non mi sembra giusto sponsorizzare una distro che di fatto non consente a tutti gli utenti la possibilità di provarla (io sono fra gli utenti a 32 bit).
Costava tanto lanciare prima di questa scelta un annuncio pubblico sul sito ufficiale per richiamare l'attenzione sul problema e vedere di mantenere viva la versione i686?
Perché non è stato fatto?

Come mai Chakra Linux non riesce ad attirare sviluppatori e in alcuni casi riesce anche a farli allontanare come nel caso Philip Müller che è approdato ora nel team di Manjaro Linux?

Cosa ne pensate della faccenda? Mi rivolto sopratutto a Voi utenti Chakra Linux rimasti appiedati. Cosa farete? Quale distro sceglierete?

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