25 maggio 2015

L'Italia si accorda con Microsoft per portare software proprietario a scuola



Mentre nel mondo intero sempre più Stati decidono di affidarsi a soluzioni open source e di software libero l'Italia fa l'esatto opposto.

Il MIUR ha infatti stipulato, in data 15 Maggio 2015, un protocollo d'intesa con Microsoft “A supporto della promozione e dello sviluppo della cultura digitale nella Scuola” un accordo che, come vedremo più avanti, contribuirà di certo a consolidare il monopolio offerto dalle soluzioni di software proprietario a discapito delle soluzioni di software libero nel mondo della pubblica istruzione.
La parte più importane di tale protocollo d'intesa è nell'articolo 2 dove vengono specificati gli impegni che il MIUR e Microsoft intendono realizzare.
Da un lato troviamo il MIUR che metterà a disposizione la sua piattaforma online Procotolli in Rete per promuovere le iniziative oggetto del protocollo, dall'altro Microsoft che si impegnerà a realizzare diversi tipi di percorsi formativi indirizzati alle varie anime del mondo della scuola.

Dirigenti: Microsoft realizzerà, a titolo gratuito (ovviamente vi lascio immaginare quale sarà il suo tornaconto), percorsi formativi rivolti ai dirigenti scolastici su tematiche relative alla didattica e alla gestione delle risorse.
Docenti: Per i docenti Microsoft realizzerà una serie di incontri di formazione sulle tematiche dell'innovazione nella didattica.
Studenti: A completare il cerchio gli studenti parteciperanno ad incontri su tematiche dell'educazione ai media (e qui ci può stare) e sull'uso consapevole e critico delle tecnologie e degli ambienti digitali.

Ora, non so voi quello che potete pensare a riguardo, ma io in una simile mossa ci vedo (Tìmeo Dànaos et dona ferentis) il classico cavallo di Troia di Microsoft che non farà altro che pubblicizzare ai vari settori della scuola le sue soluzioni proprietarie, da Microsoft Office a Windows passando per la sua infrastruttura cloud e server.

Personalmente trovo poco opportuno per uno Stato firmare simili accordi, specie in un quadro Europeo dove viene incentivata l'adozione di tecnologie libere e disincentivata l'adozione di soluzioni closed che di fatto vincolano e limitano la libertà di utenti e istituzioni pubbliche.

L'unico appunto che si può fare è che purtroppo (o per fortuna), il mondo del software libero e open source non ha ancora un corrispettivo con i giusti mezzi in grado di offrire una offerta formativa di questo tipo su vasta scala.

Voi cosa ne pensate? Pensate anche voi che questo accordo possa danneggiare l'adozione di software libero?
Fatemi sapere la vostra nei commenti

Di seguito vi riporto integralmente i 12 articoli che compongono il protocollo firmato (a questo indirizzo trovate il PDF con il testo integrale dell'accordo).

Articolo 1
(Finalità)

Le finalità del presente Protocollo d’intesa, in coerenza con il processo di innovazione della Scuola e nel rispetto dei principi e delle scelte di autonomia scolastica delle singole Istituzioni scolastiche, sono:

  • promuovere e rafforzare lo sviluppo della cultura digitale nella Scuola, delle abilità organizzative, di leadership e team management e dell’educazione ai media degli studenti e del personale della scuola;
  • promuovere iniziative per l’individuazione di soluzioni a supporto dei processi di innovazione didattica e pedagogica;
  • valutare soluzioni tese a modificare i tradizionali ambienti di apprendimento;
  • promuovere progetti di orientamento per gli studenti nel settore delle nuove tecnologie. 


Articolo 2 
(Impegni delle Parti)

Allo scopo di conseguire le finalità del presente Protocollo d’intesa, le Parti concordano quanto segue:

Impegni del MIUR: 

  1. concorrere al raggiungimento delle finalità identificate nel quadro del presente Protocollo d’intesa, in particolare nei processi di innovazione della Scuola nell’ambito degli interventi del PNSD; 
  2. mettere a disposizione l’applicativo Protocolli in Rete di cui ai punti precedenti, dedicato alla promozione e alla diffusione delle attività e delle iniziative oggetto del presente Protocollo , per consentire la gestione delle adesioni delle Scuole e la definizione dell’elenco delle Istituzioni scolastiche destinatarie delle azioni previste nel presente Protocollo d’intesa e degli eventuali conseguenti Accordi operativi; 
  3. monitorare gli esiti delle iniziative previste attraverso il Comitato di monitoraggio di cui alle premesse. 


Impegni di Microsoft:

  1. organizzare, a titolo gratuito, percorsi formativi rivolti ai dirigenti scolastici su tematiche relative a ICT nella didattica e nel management delle risorse; 
  2. organizzare a titolo gratuito, incontri di formazione/informazione diretti ai docenti su tematiche inerenti l’innovazione nella didattica a Scuola; 
  3. organizzare, a titolo gratuito, incontri rivolti agli studenti sui temi dell’educazione ai media e dell’uso consapevole e critico delle tecnologie e degli ambienti digitali; 
  4. organizzare, a titolo gratuito, azioni di orientamento per gli studenti delle Istituzioni scolastiche di istruzione secondaria di II grado rivolte al mercato del lavoro nel settore dell’ICT e all’imprenditorialità; 
  5. rivolgere le attività, di cui ai punti precedenti, alle Scuole che saranno individuate come beneficiarie tra quelle che hanno presentato la propria candidatura attraverso Protocolli in Rete. 

Articolo 3
(Condizioni generali)
  1. Il presente Protocollo d’intesa non attribuisce ad alcuna delle Parti alcun diritto in merito a brevetti, diritti d’autore, marchi registrati, marchi commerciali o marchi di servizi dell’altra Parte. Nel caso in cui le Parti intendessero riconoscere diritti sulla loro proprietà intellettuale o iniziare attività che possono dar luogo ad uno sviluppo congiunto di proprietà intellettuale le Parti concordano di stipulare separati accordi scritti che delineeranno i diritti di ciascuna Parte su tale proprietà intellettuale.
  2. Denominazioni/marchi commerciali e marchi di servizio restano di esclusiva titolarità delle rispettive parti/società titolari ed è pertanto fatto reciproco divieto di utilizzare in qualsiasi modo le predette denominazioni e/o i predetti marchi senza la preventiva autorizzazione scritta delle parti/società titolari. Alla scadenza del presente Protocollo e/o in ogni caso di sua risoluzione, estinzione, cessazione, per qualsiasi causa intervenuta, le Parti non potranno, comunque, più utilizzare in abbinamento con il proprio il marchio la denominazione o il logo dell’altra parte, né utilizzarli altrimenti in alcun modo, anche se fossero state a ciò specificamente autorizzate in precedenza, salvo un nuovo accordo scritto. 
  3. Non sono previsti oneri finanziari a carico del MIUR per l’attuazione del presente Protocollo d’intesa.
  4. Non sono previsti oneri finanziari a carico delle Scuole coinvolte nelle iniziative derivanti dagli impegni definiti tra le Parti di cui all’Articolo 2.
  5. Ciascuna delle Parti concorda di sostenere i propri impegni reciproci di cui all’Articolo 2 per l’intera durata del presente Protocollo d’intesa. 6 Articolo 4 (Comunicazione e visibilità 

Articolo 4 
(Comunicazione e visibilità del Protocollo)

Le Parti concordano di garantire un'adeguata visibilità al presente Protocollo d’intesa. Le Parti possono promuovere piani di comunicazione relativi alle attività di cui al presente Protocollo d’intesa congiuntamente o singolarmente e nell’ambito di proprie iniziative di comunicazione, con preventiva informazione e relativa approvazione dall’altra Parte. Le Parti si danno espressamente atto che la diffusione di qualunque iniziativa connessa al presente Protocollo d’intesa attraverso i canali di comunicazione istituzionali ha carattere puramente informativo e non costituisce condizione di preferenza né di esclusività in favore della stessa Microsoft.


Articolo 5 
(Comitato paritetico)

Per il coordinamento, l'attuazione e lo stato di avanzamento di tutte le iniziative derivanti dagli impegni definiti di cui all’Articolo 2 del presente Protocollo d’intesa, è istituito un Comitato paritetico, coordinato da un rappresentante del MIUR. La partecipazione ai lavori del Comitato è a titolo gratuito, senza alcun onere per l’Amministrazione. 


Articolo 6 
(Comitato di Monitoraggio) 

Le attività di monitoraggio delle iniziative che scaturiscono dal presente Protocollo d’intesa e dai relativi accordi operativi saranno condotte dal Comitato di monitoraggio di cui alle premesse. 


Articolo 7
(Coordinamento) 

Il coordinamento delle attività oggetto del presente Protocollo d’intesa, gli adempimenti amministrativi, anche nella costituzione del Comitato di cui all’Art.5, i profili organizzativi, di gestione e di verifica afferenti all’attuazione del presente Protocollo d’intesa verranno curati dal Dipartimento per la Programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, che assicurerà il necessario coordinamento anche con gli Uffici centrali e regionali interessati. 


Articolo 8 
(Attuazione)
Le procedure di attuazione del presente Protocollo d’intesa saranno realizzate attraverso l’applicazione Protocolli in Rete. Per la realizzazione degli impegni previsti dall’Articolo 2 del presente Protocollo d’intesa, sarà possibile dar corso a uno o più Accordi operativi finalizzati a definire i contenuti specifici per il raggiungimento delle singole finalità previste. Detti Accordi operativi faranno espresso riferimento al presente Protocollo d’intesa e verranno curati dalla Direzione Generale competente con il supporto del Comitato paritetico, di cui all’ Art.5. 


Articolo 9 
(Durata e Recesso)

Il presente Protocollo d’intesa ha la durata di tre anni a decorrere dalla data della sua sottoscrizione. Ciascuna Parte potrà recedere dal presente Protocollo d’intesa dandone comunicazione all’altra Parte con preavviso scritto di almeno tre mesi. 7 Resta esclusa qualsiasi pretesa a titolo di indennità e/o indennizzo a causa di tale recesso, nonché la possibilità di rinnovo automatica del presente Protocollo d’intesa. 


Articolo 10 
(Clausola di Adesione) 

Il presente Protocollo d’intesa è sottoscritto tra le Parti e non produce alcun vincolo di esclusività. Il presente Protocollo d’intesa è aperto all’adesione di operatori nel settore dell’innovazione tecnologica finalizzata alla didattica e attivi nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie. Gli operatori del settore, nel rispetto dei principi e delle regole individuati nel presente Protocollo d’intesa, possono aderire tramite l’apposito modulo, compilabile e inoltrabile on-line mediante l’applicativo Protocolli in Rete di cui all’Art. 2. La richiesta di adesione, dovrà essere in linea con le finalità di cui all’Art. 1 e con gli impegni previsti di cui all’Art. 2. 


Articolo 11
(Trattamento dei dati)

In merito ad un eventuale trattamento di dati personali, le Parti convengono che per le attività di volta in volta concordate ai sensi degli Artt. 2 e 5 le medesime agiranno in osservanza dei principi di legge previsti in materia. 


Articolo 12 
(Clausola di salvaguardia)

Il MIUR è esentato da qualunque responsabilità derivante da danni arrecati a terzi dalla Microsoft o da soggetti terzi che opereranno sotto la direzione e responsabilità della stessa Microsoft, in attuazione dell’iniziative previste dal presente Protocollo d’intesa e determinati dall’inosservanza di obblighi di legge.

50 commenti:

  1. Elia Notarangelo25 maggio 2015 13:50

    Ma non vi era l'obbligo legale (art. 68 del Codice dell’Amministrazione Digitale) delle P.A. di dare priorità al software open source?!
    Capisco che al momento non vi sono oneri finanziari, ma quando si tratterà di comprare le licenze i conti saranno presto fatti...

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  2. Il problema è quando tuo figlio tornando da scuola ti dice : sai papà dobbiamo installare Office 'quello vero' a casa perché la maestra vuole che usiamo quello.
    Alla maestra ho chiesto se mi paga la licenza office e mi ha cortesemente risposto di farmela installare da un'amico guardandomi come fossi un barbone ....Dato che sono un po' rompib***e ho chiesto al consiglio di classe se è normale istigare minori e famiglie a scegliere se spendere circa 100 € (per una home/student) o a violare la legge , quando ci sono alternative gratuite e altrettanto funzionali per il livello d'apprendimento di bambini di seconda elementare.
    Risultato? Mio figlio, a scuola, usa word 2010 per scrivere ciao Papà in grassetto.

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  3. Francesco Esposito25 maggio 2015 18:11

    l'Art.68 del Codice dell'Amministrazione digitale recita:
    1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e di efficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica....

    Praticamente non hanno rispettato alcun principio tra cui sottolineo il principio di economicità ricordando che le licenze costano, e di neutralità tecnologica ricordando che si sono accordati con un azienda simbolo di monopolio e le loro tecnologie sono tutt'altro che neutrali.

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  4. Tutto ciò è veramente avvilente

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  5. La dimostrazione che siamo governati da fessi, inetti e pure incompetenti.

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  6. E io che mi ricordo i bei tempi in cui scrivevo col vero word... ora l'unico che mi da le stesse soddisfazioni è il nano/pico...

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  7. Se fossimo "davvero" onesti e non i soliti partigiani al contrario basterebbe segnalare che anche office può salvare in formati standard e che, pur essendo la suite più avanzata, per la stragrande maggioranza delle persone comuni libre basta e avanza....
    Il problema non è il discorso open/closed ma avere una cultura informatica dignitosa in modo che si possa scegliere in autonomia il software che più ci aggrada..... i professori sono incompetenti e di conseguenza anche gli alunni diventano tali.....
    Il salto di qualità lo si farà quando aumenterà la consapevolezza sugli strumenti a disposizione.... purtroppo noto che anche blog e siti specializzati prendono spunto da queste notizie solo per fomentare le solite lotte futili e sterili sull'open/closed...... che non mi pare il reale problema in questo caso...

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  8. Io alla prof di mia figlia che mi aveva risposto la stessa cosa ho chiesto di scrivermelo in modo che potessi denunciarla, ed ho scritto al preside chiedendo se è questa l'educazione civica che insegnano nella sua scuola. Ho poi detto a mia figlia che il babbo non era un ladro e che OOo andava più che bene per quello che doveva fare.
    E comunque dovevi vedere la faccia della stessa prof quando, dopo 4 anni, ci siamo ritrovati con il fratello piccolo... :D

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  9. prendi un ministero dell'istruzione al collasso, regalagli l'impossibile, indottrina per bene gente ignorante e avrai la dittatura perfetta. Schifo. Infinito.

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  10. Protocollo idiota, che va contro la legge e confonde il gratuito con il libero.

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  11. Open software non significa non pagare nulla. Vi sono molti casi, tra cui la Germania e l'Inghilterra in cui si è deciso di abbandonare alcuni prodotti, tipicamente sistemi operativi e "Office"-like che sono oggettivamente gratuiti come licenza d'uso, ma poi sono molto più costosi nel TCO (Total Cost of Ownership), perché a lato del costo di licenza ci sono i costi di consulenza associati all'uso. In pratica, non paghi nulla per installare il software, ma poi per gestire il tutto devi comunque pagare l'assistenza, che invece nei prodotti Microsoft non paghi perché compresa nel costo di acquisto.
    E non è che Germania e Inghilterra hanno l'anello al naso. O sono tutti parte di un grande "gomblotto" ?

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  12. Francesco, mi sa che sei rimasto indietro!
    Office usa un formato di registrazione dei dati che è uno standard internazionale (ISO/IEC 29500) e di cui Microsoft non ha la proprietà intellettuale.
    A novembre ha annunciato il completamento di un percorso iniziato circa cinque anni fa di totale apertura del suo codice. Ad oggi il .NET framework è completamente Open Source e tutte le nuove versioni vengono sviluppate in open source col contributo di tantissimi sviluppatori esterni, e il sorgente è su GitHub. E' stato da poco presentato il sistema di sviluppo Visual Studio Code, che gira su Linux e Mac OSX. E la versione Professional di Visual Studio che prima costava ben più di mille euro, ora è stata rinominata Community Edition ed è gratuita.
    Sul cloud (Microsoft Azure) vengono utilizzate tecnologie e sistemi operativi diversi e sei libero di utilizzare Linux, Node.js, Javascript, HTML5 e tutte le tecnologie open.
    Invece di rimanere ancorati ai preconcetti, invito tutti a farsi un giro su internet e cercare "Microsoft Open Source". Potreste rimanere piacevolmente sorpresi, e scoprire che i modelli di business evolvono e che le cose alle volte cambiano anche in meglio.

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  13. Per un attimo non parliamo di Office (che dal 2007 supporta un formato aperto e standard, oltre a supportare il formato Open Office). Parliamo di mail e di servizi di sharing: perché usare i servizi (e quindi dare i nostri dati) di Google, piuttosto che DropBox invece di quelli di Microsoft? Non vedo differenza, sempre aziende (che quindi devono fare profitto) sono.

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  14. L'Open XML, il formato con cui salva i documenti la suite di Microsoft, è si uno standard ISO e sappiamo tutti le mazzette pagate affinché venisse approvato e anche rapidamente, come lo è da molto prima l'Open Document usato da LibreOffice.
    Di fatto però, se apro un documento salvato con Microsoft Office dentro LibreOffice, il 99% delle volte vine letto male e lo stesso avviene a parti invertite.
    Il risultato è che questi standard sono una presa per i fondelli e se vuoi la compatibilità al 100% devi usare non solo lo stesso programma ma addirittura la stessa versione.

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  15. No, .NET non è completamente open-source. Solo la libreria core lo è. Poi hai detto bene, visualstudio è gratis, non open-source.
    Resta poi il fatto che se qualcuno impara a programmare drivers e applicazioni per Windows poi userò Windows(dovendo pagare la licenza) se invece imparassero gnu Linux... Beh mi pare sia scontato... E Gnu Linux è veramente Open completamente.
    Possiamo poi aggiungere che il principale avversario di .net è Java che è tuttora il linguaggio più utilizzato secondo Tiobe. Se vogliamo insegnare qualcosa ai ragazzi partiamo da quello non da C#... Poi passiamo per C/C++ e poi se avanzasse tempo Obj-C e C#...
    Poi ovvio...tutti si danno all'open source... Questa è l'era dell'Open innovation

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  16. Vincenzo Salmena27 maggio 2015 10:33

    No, dice che il software open source ha prioritá ma che si possa usare software closed qualora le alternative open non siano altrettanto valide (in questo caso si parla di un pacchetto piú completo del solo software, ad esempio).

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  17. Vincenzo Salmena27 maggio 2015 10:36

    In Germania dipende...
    Il governo federale ha messo tutto in stallo per via di alcuni brevetti che probabilmente avrebbero violato, il governo di Monaco ha risparmiato parecchio, le cittá stato di Amburgo e Berlino usano software open in molteplici campi. ;)


    Comunque a livello concettuale non hai sbagliato nulla. ;)

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  18. Di fatto, se apro un sito web con browser diversi, ognuno fa il render come vuole. Quindi abbandoniamo l'HTML.
    Il problema degli standard e della loro implementazione non dipende da Microsoft, e dire che usare uno standard è male perché lo ha certificato Ms è una posizione ideologica.

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  19. Silvestro Gastone27 maggio 2015 11:49

    Già, proprio perché siamo in italia ("i" minus) ed è purtroppo ovvio che vada così.

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  20. Silvestro Gastone27 maggio 2015 11:54

    Matteo, purtroppo non sono le "le solite lotte futili e sterili sull'open/closed..". Qui ne va della libertà nostra, di cui lo Stato dovrebbe essere il Primo promotore ed educatore, oppure della dipendenza totale da un privato che non rispetta la nostra libertà. E non è poco, tutt'altro. Se poi, alla maggioranza della popolazione e degli addetti al settore, non gliene importa alcunché della libertà, allora che vada pure a farsi friggere. La pagherà cara in futuro.

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  21. Il problema è che il formato odf è immensamente insufficiente (anche come documentazione) sia nelle funzionalità che nelle specifiche per poter essere usato come standard di formati complessi come quelli di Office.
    Del resto vi pare logico che un programma che fa 10 cose IMPONGA astrattamente uno standard (non essendolo "de facto") ad un programma che è standard "de facto" e di cose ne fa 10000?
    Mi sembra che vi stiate avvitando su preconcetti informaticamente vetusti, davvero. Fossi in voi cercherei di uscirne.

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  22. Silvestro Gastone27 maggio 2015 11:59

    Già, lucapas, forse "pecunia non olet"? Già nel 2003 il miur (tutto minus) ha affossato la possibilità di dotare la scuola di software libero. Ora viene il colpo di grazia finale. Complimenti italiani, sempre al massimo per affondare!
    Mooolto esplicativo ciò che è successo circa quindici anni fa:

    linuxdidattica.org/docs/documenti/tribolazioni_software_libero.html

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  23. Non ho detto che usare uno standard è un male ma che, a conti fatti, non significa come hai detto anche tu avere piena compatibilità con tutti i programmi che lo leggono. E che Microsoft si sia affrettata a far approvare il suo XML invece di implementare l'ODF approvato già da tempo, la dice lunga.

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  24. Silvestro Gastone27 maggio 2015 12:04

    Infatti non sono "QUESTI" standard. Lo standard è uno solo, quello cui corrisponde LibreOffice, mentre OXML non corrisponde secondo le specifiche che indica la FSF, ma la Madre dell'OXML sta facendo di tutto per farlo rientrare. Ci riusciranno? Può darsi, a seconda dell'offerta appetibile che la Madre fa.

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  25. Silvestro Gastone27 maggio 2015 12:12

    [...] "perché a lato del costo di licenza ci sono i costi di consulenza associati all'uso [...] . Altolà: Sistemisti & C. DEVONO sempre intervenire per aggiustare ciò che non va con software proprietari e non ti regalano gli interventi, tutt'altro. Allora, è meglio pagare un'assistenza per software proprietari o software liberi? Per il proprietario devi pagare l'assistenza perché non è sicuro e perché non funziona, mentre per il software libero devi pagare l'assistenza per l'installazione e per la formazione. L'assistenza per software libero genera un indotto all'interno del proprio Paese che nemmeno ci immaginiamo. Ma no, perché andare verso la libertà? Restiamo dipendenti ad un fornitore proprietario e mettiamo sotto i piedi la libertà, gettiamo via quattrini.

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  26. Silvestro Gastone27 maggio 2015 12:15

    È decisamente avvilente e sconfortante. È evidente che al ministero ("m" minus) non si sono liberati da molte cose. Mamma Microsoft l'ha capito molto bene.

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  27. La FSF non c'entra nulla con ISO, per cortesia. Siete dei confusionari.

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  28. Roberto il problema è che molto spesso ci si chiude in preconcetti, informaticamente trapassati. Vero che il software Open Source fa risparmiare dei soldi nell'investimento iniziale, ma a lungo termine? In termini di produttività e di spendibilità nel mercato del lavoro come siamo messi? Oggi vedo diversi ambiti dove calza a pennello LibreOffice (quanto leggo ancora OpenOffice mi sale il nazismo :) ), ma altrettanti dove c'è bisogno di soluzioni integrate e altamente professionali.


    Office di Microsoft, inutile negarlo, è la suite che ha riscosso maggior successo e con la versione Office 365 non solo ne ha abbassato il costo ma ne ha migliorato la qualità. Io sono d'accordo sul fatto che l'istituto abbia piena libertà di decisione.


    Considerate che da tempo è stato rilasciato Office 365 Education, anche in forma gratuita per studenti e istituti d'istruzione. Se poi volessero con una quota annuale (calcolata in base al numero del personale o delle macchine) ogni istituto permetterebbe a tutti di usufruire gratuitamente a tutti gli studenti e i docenti della versione più completa della suite.


    Come vedete ci sono le possibilità di scelta e rimango dell'idea che ognuno deve essere libero di scegliere quello che è più utile per le proprie esigenze, ma DEVE informarsi. Quest'ultima la grande pecca dell'argomento...

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  29. Principalmente è un problema di ignoranza.

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  30. Aggiungo: fornitore proprietario neanche italiano. Praticamente, come per gli F35, sono accordi con gli ameriCANI!

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  31. 1. Lo standard ODF non l'ha mica fatto LibreOffice. Come programmatore posso implementare anche solo l'1% di uno standard che invece prevede molto di più.
    2. Anche fosse vero quello che dici, alla Microsoft bastava perfezionare quanto già esistente visto che ODF è aperto, mentre ha preferito creare un altro standard simile, perché? (domanda retorica).

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  32. > sappiamo tutti le mazzette pagate affinché
    > venisse approvato e anche rapidamente.

    Su questo non commento, entriamo nel mondo delle scie chimiche... e ognuno rimanga pure con le sue convinzioni.
    Il punto vero è che è un formato standard, quindi chiunque può leggerlo e scriverlo. Che poi sia una questione estremamente complessa e che altri sw che "vanno benissimo" poi abbiano problemi è proprio uno di quei costi di utilizzo che spingono molte aziende a preferire Office.
    Prova ad usare ciò che propone "gratuitamente" Google e poi mi racconti.

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  33. Secondo me nel contesto dell'articolo la libertà è il solito falso problema.... io credo che ognuno di noi, ogni azienda e ogni ente pubblico è libero di scegliere cosa usare... fino a quando le cose rimangono tali non capisco a quale presunta libertà ci riferiamo...


    Per essere davvero liberi di usare quello che riteniamo giusto bisogna aumentare la conoscenza media e la cultura informatica della massa = non appassionati, geek e smanettoni vari....
    Per quanto mi riguarda potrebbero usare anche dei mac a patto di spiegare davvero come funziona a grandi linee un sistema informatico e far crescere la consapevolezza dell'utente da supermercato...


    Microsoft non ha un monopolio definizione alla mano.... se windows è lo standard de facto ci sono dei precisi motivi... tecnici ed economici... nessuno è obbligato ad usarlo... anzi, noto che tante aziende potendo risparmiare cercano di trovare alternative quando possibile..
    Quando esisterà un sistema gnu-linux altrettanto semplice, accessibile e che supporterà davvero tutto l'hardware e software esistente allora vedrai che windows calerà naturalmente... preinstallato o meno.... ma vedrai che a quel punto sorgeranno problemi diversi e mai affrontati... perchè anche la diffusione ha le sue controindicazioni.... vedi appunto windows...


    La libertà vera è la libertà di scelta fra prodotti diversi... anche la gpl obbliga l'utente a NON poter fare determinate cose, è parecchio limitante per lo sviluppatore (quello vero... non l'hobbysta della domenica) ed è uno dei principali motivi dei problemi/limiti dell'open source.... ihmo...

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  34. Mica tanto retorica, ma assai pratica. Conosco chi ha partecipato in Italia alla revisione dello standard proposto da Microsoft, che è stata osteggiata in tutti i modi, rendendo impossibile una collaborazione sullo standard ODF. ODF per poter essere utilizzato andava comunque ribaltato dalle fondamenta per motivi assolutamente tecnici, a quel punto aveva molto più senso rifarlo da capo. Inoltre ti sei mai accorto che quando installi Office ti chiede se vuoi utilizzare l'uno o l'altro formato? Microsoft supporta entrambi.

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  35. Ah, ho capito, uno standard internazionale non va bene, dobbiamo stare a quello che dice FSF. Ok, buon divertimento.

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  36. Ok, sta diventando una trollata. C'è uno standard OXML, mentre ODF è noto agli addetti ai lavori che non è completo ed è poco documentato. Però siccome ci sono delle incompatibilità non è colpa di chi rispetta lo standard, ma di chi rimane indietro. Fantastico.

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  37. Si, su questo sono pienamente d'accordo...

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  38. Questo tuo commento ti qualifica e porta la discussione a quello che veramente è. Una battaglia ideologica

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  39. Ma perché l'assistenza Microsoft non da lavoro agli italiani? Ma di cosa stiamo parlando?

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  40. Mi sa che sei rimasto al 2005, è da Office 2007 che al primo avvio Office ti chiede se vuoi usare OpenDocument o OpenXML

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  41. Semplicemente preferisco alimentare il lavoro e mercato italiano. Se questa è ideologia allora ti dò ragione!

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  42. 1. Ti sbagli. Il "non-standard" (lo chiamo così perché a me pare ridicolo che uno standard sia tale quando il software da cui muove le mosse standard non lo è) ODF venne presentato dalla Sun Microsystem che aveva sviluppato ai tempi Open Office. Quindi, nel tentativo di acquisire visibilità e sottrarre utenza a Microsoft Office (cosa legittimissima commercialmente parlando), tentò il colpo (riuscito) di imporre il proprio "standard" in un periodo nel quale Microsoft era al centro di numerose azioni antitrust (alcune legittimissime, altre molto meno) per abuso di posizione dominante. Quindi l'intenzione di Sun (che, ricordo a chi non lo avesse a mente, non fa beneficenza) si sposò con la volontà politica di porre un freno a posizioni dominanti di altri (su cui sorvolo per brevità).
    2. Gli standard presentati necessitano, per essere approvati, di una documentazione. Questa documentazione è deficitaria e poco integrabile in Microsoft Office anche perché chiunque (anche i detrattori più incalliti) ammette che MS Office abbia funzionalità superiori e sia de facto lo standard migliore per la redazione di documenti da ufficio. Lo standard presentato OOXML utilizza un formato realmente aperto, cioè un canvas xml, e serve anche per la retrocompatibilità tra versioni diverse di MS Office (un file .docx salvato nella Versione Office 365 è compatibile con quello della versione 2007, ad esempio). Quindi, il formato ooxml è più complesso e più documentato in quanto traduce operazioni più complesse. Per capirci faccio un paragone semplice: è come se The Gimp imponesse il suo formato open "pippo" ad Adobe, formato che comprende 1/100 delle funzionalità di Photoshop. Chiaramente viene da sorridere con questo esempio, mentre se c'è la parola "Microsoft" no. Chiedetevi perché e datevi una risposta, seria, da soli.

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  43. Oltretutto molto di retroguardia come battaglia. :)

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  44. Anche LibreOffice supporta entrambi.
    A livello tecnico non posso controbattere ma se ODF fu apporvato dalla ISO e con un lungo processo di revisione rispetto a quello subito da OXML, non credo sia uno schifo come dici.

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  45. Microsoft Office è software chiuso quindi come fai a vedere come implementa il formato anche se standard? Chi ti dice che appositamente non inserisce "trucchetti" per complicare volutamente la compatibilità dei suoi file? Con LibreOffice puoi invece divertirti a farlo.
    E se ODF non è completo può benissimo essere perfezionato come tutto.

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  46. Ma perché tanti problemi se è gratuito per gli studenti?


    Office gratis per gli studenti
    Office 365 Education per studenti è disponibile gratuitamente per gli studenti iscritti in istituti qualificati e può essere installato su un massimo di 5 PC o Mac e su altri dispositivi mobili, come tablet Windows e Android e iPad®.

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  47. Marco Giannini27 maggio 2015 14:14

    Come perché? Se ti fanno abituare a qualcosa dandotela gratuita quando poi uscirai dalla scuola/università acquisterai il loro prodotto per lavorare o per svago, creano futuri clienti.

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  48. Marco Giannini27 maggio 2015 14:20

    Chi dice che non è completo e poco documentato?
    Fra l'altro ci sono nazioni come l'Inghilterra http://www.marcosbox.org/2014/07/il-governo-britannico-scegli-gli-odf.html che hanno scelto di adottare l'odf come formato predefinito per i documenti da loro prodotti.

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  49. Silvestro Gastone27 maggio 2015 14:20

    Ms italia, che cos'è? Anche se dà lavoro agli italiani, l'indotto non favorisce alla fin fine Ms perché costringe sempre e solo ad acquistare prodotti ms? Dove vanno le masse di quattrini per l'acquisto delle licenze? Non vede che è un circolo vizioso? Ma lei, che ne pensa della libertà di cui R. M. Stallman và insegnando e mettendo in guardia da almeno trent'anni? Se la disprezza o le è indifferente, allora non vale nemmeno la pena di perdere tempo.

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  50. Silvestro Gastone27 maggio 2015 14:26

    È chiaro come la storia di "Monsieur de Lapalisse". Mai sentito parlare della fidelizzazione?

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