15 marzo 2013

Michael Hall: Se volete la privacy Ubuntu 13.04 non fa per voi



Alcune delle nuove Smart Scope
Che con la trovata di avere Amazon integrato in Unity la privacy degli utenti fosse a rischio lo si sapeva già da un po, tant'è vero che nella mia guida post installazione di Ubuntu 12.10 uno dei punti consiste proprio nel rimuovere la lens shopping (anche perché all'inizio faceva uscire cose, ehm, non consone). Ora la conferma della lesione della privacy arriva per bocca di Michael Hall, uno dei developers di Ubuntu che in un commento postato sul suo blog e appena pubblicata da OMG! Ubuntu! circa Unity 7.0 e le nuove Smart Scope preinstallate, si lascia scappare quanto segue:

“…Ubuntu is advertised as “Linux for Human Beings” not “Linux for absolute privacy protection”. As such, our defaults are selected based on what produces the best user experience. If privacy is your primary concern, there are niche distros that cater to you.”


Che tradotto per i non anglofoni significa:
"... Ubuntu è pubblicizzato come "Linux per esseri umani", non "Linux per la protezione della privacy assoluta". Come tale, le opzioni di default sono selezionate in base a quanto produce la migliore esperienza utente. Se la privacy è la vostra preoccupazione principale, ci sono distro di nicchia che si rivolgono a voi."
Micheal Hall ha dunque ammesso che se siete utenti amanti della privacy conviene rivolgervi altrove o quantomeno metter subito mano alla distro per cambiare i default. 

Canonical prosegue dunque con la strada intrapresa a partire da Ubuntu 12.10 per offrire una esperienza di default più completa e appagante per l'utente standard (questo lo dice lei) ma meno per l'utente attento alla sua privacy.

Personalmente continuerò a disattivare le lens opportune e segnalarvi come fare. Continuo a non condividere l'Ubuntu style, non perché io sia un maniaco della privacy, ma perché un default di questo tipo non è corretto verso gli utilizzatori finali. Eppure basterebbe poco, che ne so, magari aggiungere un tool in esecuzione automatica al primo avvio del sistema dove lasciar decidere all'utente cosa abilitare e cosa no.

Staremo comunque a vedere come si evolverà la storia, dal canto mio continuerò a segnalarvi sul blog come eliminare alcune impostazioni di default poco attente alla privacy. 

E voi cosa ne pensate?

5 commenti:

  1. Sono d'accordo con te. Non ce l'ho moltissimo con Ubuntu, non sono un gran maniaco della privacy, però è giusto che Canonical lasci all'utente la possibilità di abilitare o meno qualche particolare componente in modo facile e per human beings.

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  2. sempre pensato ubuntu fosse una-debian-per-finocchi. ora peggio ancora.

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  3. @Anonimo 1 un ragionamento da Premio Pulitzer (sempre ammesso che tu sappia cosa sia)
    @Anonimo 2 Mint? Quelli che modificarono il codice di Banshee Amazon MP3 per prendersi il 100% dei ricavi dalla vendita degli mp3 tramite il programma, senza avvertire ne gli utenti di Mint ne gli sviluppatori di Banshee e del plug-in? Boni pure quelli...

    Concordo sull'importanza di avvertire l'utenza del servizio e sulla possibilità dell'invio di dati personali, e per questo esiste una informativa tutte le volte che apri la dash (ma tanto chi le legge sta cose, no? Non mi dire che esiste qualcuno che legge le licenze).
    Fino a quando saremo avvertiti e ci sarà la possibilità di disattivare quello che non ci piace, francamente, non vedo il problema.

    ciao
    ps bel blog :)

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