7 febbraio 2011

Intervista a Italo Vignoli su LibreOffice e la Document Foundation


Dopo una lunga pausa tornano le interviste di Marco's Box agli italiani che sono dietro ai progetti software libero che tanto amiamo noi utenti GNU/Linux.
L'intervistato questa volta è un personaggio molto noto nel panorama italiano dell'open source ovvero Italo Vignoli, già presidente dell'associazione PLIO, fra i fondatori della "Document Foundation" e membro del Comitato Direttivo della stessa.

Italo Vignoli è stato così gentile da rispondere ad alcune brevi domande sulla "Document Foundation" e su LibreOffice. Ecco a voi l'intervista :)


1) Come prima cosa presentati ai nostri lettori :)

Italo Vignoli, 56 anni, laurea in lettere, master in comunicazione e giornalismo, e una grande curiosità per l'innovazione. Nella vita ho insegnato all'università, e ho fatto prima il giornalista, poi il geografo e infine il professionista di marketing e comunicazione, prima all'interno di aziende e poi come consulente. Dal 1981, mi occupo di prodotti hi-tech, e dal 2004 di software libero, e in particolare di OOo e poi di LibreOffice.

2) La prima domanda su LibreOffice è d'obbligo: Quando avete deciso di fondare la Document Foundation vi sareste mai aspettati un simile successo?

Onestamente, pur essendo estremamente soddisfatto del nostro lavoro, non penso che si possa ancora parlare di successo, se non nel breve periodo. La strada è lunga: gli utenti, com'è logico, sono indecisi fra il passato - che rappresenta una certezza - e il futuro, che è ancora tutto da scrivere. Purtroppo, l'avvento di Oracle ha messo un grosso punto interrogativo di fronte al progetto OOo, e la scelta del nome Oracle Open [spazio] Office è un colpo basso alla comunità che non lascia presagire nulla di buono perché crea in modo deliberato confusione tra gli utenti, per spostarli in direzione del software proprietario.

3) Parlando di vita di comunità quali sono le principali differenze fra il team di OpenOffice.org e quello di LibreOffice? In pratica come si lavora?

Le differenze sono significative, perché da un lato c'è un progetto dominato da una singola azienda che prende tutte le decisioni significative, e dall'altra c'è una comunità che prende le decisioni in modo quasi sempre collegiale. Lo sviluppo di LibreOffice viene deciso da un Engineering Steering Committee di cui fanno parte sia sviluppatori "storici" che sviluppatori che sono entrati nel gruppo negli ultimi mesi, anche se - ovviamente - i primi hanno maggiore voce in capitolo per la loro maggiore esperienza sul codice. Per il resto, le riunioni dello Steering Committee - in teleconferenza - sono pubbliche, e tutte le discussioni avvengono all'interno di mailing list anch'esse pubbliche. Stiamo migliorando anche la governance, perché volevamo evitare di ripetere l'esperienza "dirigistica" del progetto OOo, ma poi ci siamo resi conto che un po' di disciplina - soprattutto per i nuovi membri - non fa mai male, per cui stiamo introducendo qualche regola in più, senza esagerare.

4) Dopo gli ultimi passaggi di sviluppatori verso LibreOffice come definiresti i vostri rapporti?

Credo sia opportuno chiarire il gruppo degli sviluppatori "chiave" di LibreOffice fa parte del gruppo dei fondatori, per cui il passaggio progressivo ha riguardato i membri della comunità, che continuano a migrare in un'unica direzione. Ci sono anche molti membri della comunità di OOo che hanno deciso di aspettare, e molti che si trovano a cavallo delle due comunità e collaborano con entrambe. E' ovvio che si tratta in ogni caso di posizioni legittime, anche se personalmente ho qualche difficoltà a comprendere chi rifiuta di collaborare con la comunità di LibreOffice perché teme il suo futuro incerto, e poi si interroga sul futuro di OOo senza avere una risposta certa (visto che i problemi sono sotto gli occhi di tutti). Ogni persona in più che collabora con LibreOffice contribuisce a rendere il suo futuro sempre meno incerto, perché rafforza il progetto e contribuisce a renderlo indipendente.

5) Veniamo ora al programma e ad alcune domande su Java e sui cambiamenti che volete apportare al programma. Come procedono i lavori per ridurre la dipendenza da Java nella suite?

La riduzione della dipendenza da Java è un processo lungo, che richiede molta attenzione da parte degli sviluppatori. In questo momento, è difficile fare delle previsioni sui tempi, ed è più corretto dire che la dipendenza tende a diminuire con ogni nuova release. D'altronde, con un ciclo di annunci molto frequente, non ha più senso parlare di milestone, se non in casi specifici, per cui bisogna iniziare a guardare allo sviluppo di LibreOffice con occhi diversi rispetto allo sviluppo di OOo.

6) Ho dato un'occhiata alla roadmap per le prossime release e ho potuto notare che il lavoro sarà intenso nei prossimi mesi. Due domande a tal proposito nascono spontanee. Cosa ci si dovrà aspettare dalle prossime release oltre ai bug fix? Cosa cambierà sotto il cofano?

Il lavoro è intenso sin dal primo momento, ovvero da circa un anno a questa parte. Il grosso delle attività è stato poco visibile, perché c'è stato un grosso lavoro sul codice sorgente per ripulirlo da tutto quello che non è strettamente necessario, e per tradurre i commenti dal tedesco all'inglese. Per questo, la prima release non ha un numero enorme di nuove funzionalità rispetto a OOo, ma questo è destinato a cambiare con il passare del tempo. La release 3.3.2, che uscirà in primavera, avrà un maggior numero di novità, e la 3.4 proseguirà su questa strada. In ogni caso, mettere le mani su qualche milione di righe di codice non è mai facile, ma prima o poi era indispensabile farlo.

7) Parlando del comparto esteriore della suite ovvero dell'aspetto, in giro da un po' di tempo si vedono numerosi mock-up realizzati da semplici appassionati che vertono a ridisegnare l'interfaccia della suite. Una raccolta molto interessante è quella realizzata da Paolo Jose che ha avuto molti commenti positivi. A tal proposito cosa ne pensate? Avete intenzione di cambiare l'interfaccia e modernizzarla? Se si come e quando?

Le proposte grafiche sono interessanti, e il gruppo dei volontari che si occupano di user experience le sta valutando con attenzione. Bisogna sempre ricordare che il disegno dell'interfaccia impatta sul motore grafico, e non sempre è possibile fare tutto quello che si vorrebbe, per cui in questo momento la palla è in mano agli sviluppatori per una prima valutazione della fattibilità. In linea di massima, tutti sono concordi nel ritenere che l'interfaccia grafica ha bisogno di essere svecchiata, senza partire per la tangente con proposte alla "ribbon", per cui si tratta di uno dei task su cui è concentrata l'attenzione sia dello steering committee sia del gruppo degli sviluppatori.

8) Prima di lasciarci hai qualche ringraziamento da fare.


Io credo sia doveroso ringraziare tutti coloro che nel corso di questi 10 anni hanno sostenuto il progetto OOo, impegnandosi come volontari, partecipando in qualche modo alla comunità attraverso le mailing list, il forum e il newsgroup, oppure agli eventi, o più semplicemente utilizzando il software. Tutto questo ha portato a una crescita tale da consentire la nascita di The Document Foundation, un progetto che ha l'ambizione di prendere tutto questo e portarlo ancora più in alto.

Ed è altrettanto doveroso ribadire che la comunità non ha affatto apprezzato che Oracle abbia deciso di ribattezzare StarOffice, un software proprietario, usando il nome Oracle Open [spazio] Office, perché in questo modo ha dimostrato di non avere nessun tipo di rispetto né per la comunità che ha costruito il brand OOo con le sue sole forze (perché se stava ad aspettare Sun...) né per gli utenti che sono vittima della confusione - intenzionale - tra i due nomi. 

6 commenti:

  1. Veramente ben dettagliata questa intervista ;).
    In oltre colgo l'occassione per congratularmi con The Document Foundation per il lavoro che svolgono. :D

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  2. Intervista interessante, complimenti alla Document Foundation :)

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  3. Un grande "in bocca al lupo" alla Document Foundation. :-)

    Bravo Marco per l'intervista.

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  4. Bell'intervista!
    E te lo dice uno che ha fatto il cameraman per diversi anni.

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